CANTÙ – Bonaccini (PD) a Cantù: “Il nostro impegno in Europa”

venerdì, 11 luglio 2025

CANTÙ – Nella sempre allegra cornice della Festa dell’Unità di Cantù, ospiti d’eccezione hanno accompagnato la serata di ieri sera: il presidente Stefano Bonaccini, eurodeputato e già presidente dell'Emilia-Romagna, il senatore Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Angelo Orsenigo.

Tre esponenti PD di spicco riuniti per una serata importante dal titolo L'Europa dei comuni, della gente, dove si è analizzato il ruolo dell’Europa nei confronti dei bisogni concreti delle comunità locali, delle persone.

L'incontro si è aperto con il saluto del presidente del basket Cantù, Roberto Allievi, che ha regalato una maglietta della squadra dedicata proprio a Bonaccini, da sempre tifoso dei colori biancoblu. Successivamente si è passati al centro della questione europea. La prima domanda posta riguardava le turbolente vicissitudini degli ultimi giorni al Parlamento Europeo, Bonaccini ha parlato di equilibri difficili con gruppi di destra che hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Ursula von der Leyen, presidente della commissione europea, con lo scopo di indebolire l'Europa: "Io sono un europeista convinto dunque mi oppongo a tutto questo - ha sottolineato Bonaccini - la mozione di sfiducia è stata respinta. Giorni fa Orban diceva che l'avrebbe mandata a casa, noi ci siamo opposti a tutto questo". Restano comunque criticità, espresse dallo stesso Bonaccini, sull'operato Von Del Leyen soprattutto in merito al diritto di veto degli stati membri. Un altro punto focale, secondo il presidente del PD, riguarda l'ascesa dell'estrema destra capace di seminare pericolosi semi in grado di attecchire la democrazia. Di grande importanza, anche, il fondo sociale europeo:"Noi abbiamo chiesto- ha proseguito Bonaccini - alla Von Del Leyen di non cancellare il fondo sociale europeo. Non verrà toccato anzi verrà aumentato e ne trarranno benefici anche le piccole realtà".

Non risparmia le tante criticità: "L'Europa è lenta nelle decisioni, tanti aspetti vanno cambiati ma ciò non significa arrendersi alle destre". Dello stesso parere il senatore Alfieri: "Da soli non possiamo farcela. Non possiamo affrontare le sfide che abbiamo di fronte, solo uniti vinceremo". Sul tema dazi il senatore ha le idee chiare: "Bisogna trattare con Trump per difendere l'economia europea. L'Europa è formata da tanti stati, tante diversità. Voglio citare il manifesto di Ventotene che vedeva nell'Europa lo strumento per affrontare la guerra, come antidoto alla guerra". Di cruciale importanza il tema della sicurezza: "Parlare di sicurezza- ha proseguito Alfieri - significa mettere sul piatto gli aspetti alimentari, ambientali, i passaggi ecologici-digitali, ambientali e altro ancora. Per affrontare queste sfide è necessario parlare all'unisono".

Altro punto della discussione ha riguardato la nuova programmazione UE economico-finanziaria 2027-2034, prevista il 16 luglio, che stabilirà le politiche di bilancio, netta la posizione di Bonaccini: "Tutti chiedono soldi all'Europa, ma noi devolviamo solo l'1%del PI. Sfido Meloni: non vuole aumentare i soldi destinati all'UE ma desidera investire 80miliardi per la difesa. Dove prenderà questi soldi? Demolendo scuole e sanità?." Infine il bilancio a fondo unico: "Un errore - ha spiegato - perché taglierebbe fondi a comuni e regioni. Ciò porterà a disuguaglianze soprattutto in relazione alle diversità presenti nel nostro paese" . In ultimo, non poteva mancare una riflessione sui dazi: "Trump li usa per ottenere obiettivi politici - ha sentenziato Alfieri- ciò crea instabilità economica. Trump ama essere adulato. Meloni è abile ma non ha capito che il presidente USA manipola tutti. Lei va bene quando divide l'Europa, non quando agisce in coesione con essa. Colpire l'UE significa colpire noi, non possiamo dividerci, solo uniti vinceremo. Sproniamo Meloni a non tenere il piede in due scarpe ma a essere patriota e lo sarà se contribuirà ad una UE forte e unita".

Infine un ultimo doveroso accenno, di Bonaccini, sul caso Bibbiano: "La sentenza si è espressa e sono cadute le accuse. Chiedo ora a Meloni, Salvini e Bergonzoni: parlateci di Bibbiano".

RedPol

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