La nuova legge regionale in materia di attrezzature per servizi religiosi, fissando una serie di vincoli di fatto impossibili da rispettare per chiunque, ottiene il risultato di impedire in concreto la realizzazione di nuovi luoghi per il culto di qualsiasi religione (ivi compresa la religione cristiana) in tutto il territorio lombardo.
In questo modo, la terra che ha dato i natali a Cesare Beccaria e Carlo Cattaneo, introduce un sostanziale divieto di fatto all'esercizio della libertà religiosa, che per certi versi pone la nostra regione sullo stesso piano dei regimi più reazionari in fatto di libertà religiosa.
Ovviamente questo giudizio dipende dal punto di vista da cui ci si pone: personalmente io mi pongo sempre dal punto di vista della libertà; chi ha voluto questa legge si è posto dal punto di vista della negazione della libertà.
Da lombardo non posso che sentirmi umiliato ed offeso da questa scelta, che evidentemente è frutto di biechi interessi elettorali che assecondano umori del tutto irrazionali ed illiberali.
Da sindaco invece non posso che prendere atto di una norma di legge che, in quanto tale, è vincolante per tutti, a partire dagli uffici tecnici dei diversi comuni, ivi compreso il nostro.
In più aggiungo, nel merito, che a mio avviso questa legge, oltre che ingiusta e reazionaria, è anche molto pericolosa, perchè rischia di spingere un gran numero di persone per bene (quali sicuramente sono, e lo dico per conoscena diretta delle persone intestatarie della richiesta, i nostri concittadini che hanno fatto richiesta di aprire un loro luogo di culto in città) nelle braccia delle frange più integraliste, le quali ora potranno ovviamente dire loro: "avete visto? pnesvate di vivere in un paese democratico e invece dovete prendere atto del fatto che vivete in un paese che vuole impedirvi la pratica libera della vostra fede!".
In sostanza, questa legge è di fatto un bel regalo agli integralisti ed un enorme passo indietro nel cammino di civiltà e giustizia che la nostra terra sta percorrendo da secoli (soprattutto in fatto di libertà religiosa).
Beccaria e Cattaneo si rivolteranno nella tomba, per non parlare del compianto cardinale Martini che se fosse ancora tra noi sono certo che non mancherebbe d'intervenire con forza per criticare il contenuto di questa legge.
Claudio Bizzozero, sindaco di Cantù






