BERSAGLIERE – Pd: “Una certezza: faremo la festa dell’Unità”

sabato, 13 giugno 2015

CANTÙ - "Abbiamo letto delle dichiarazioni del Comune di Cantù sull’area del Bersagliere, a nostro parere precipitose. Abbiamo già dichiarato che se in quell’area sono stati compiuti degli abusi sarà cosa giusta sanare tale situazione. Per quanto ci riguarda, come utenti di quell’area, stiamo lavorando per garantire lo svolgimento della usuale Festa dell’Unità, che siamo convinti sia possibile svolgere anche quest’anno nell’area del Bersagliere". Filippo Di Gregorio, segretario cittadino del Pd di Cantù non molla e fa sapere che non ci saranno problemi a organizzare gli eventi.

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1974, cerchiata in verde l’area della festa, in rosso le uniche costruzioni allora esistenti

"Quell’area è il frutto del lavoro gratuito di migliaia di canturini che per decenni hanno raccolto fondi, anche grazie al servizio di ristorazione fornito in estate, per rendere sempre migliore l’area, prima bosco di robinie oggi di alberi d’altofusto - prosegue -. Quell’area è stata posta al servizio delle associazioni democratiche che ne hanno fatto richiesta, anche di semplici famiglie che vi hanno festeggiato matrimoni e altre feste private: solo pochi giorni fa, quando già l’azione d’indagine del Comune era conosciuta e notoria, due feste si sono già svolte, quella della scuola primaria di via De Gasperi e quella organizzata dall’Auser Cantù, per non dire di altre feste private come un matrimonio".

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2015: cerchiata in verde l’area della festa, tutto altrove sono sorte centinaia di edifici.

Da cinquant’anni ad oggi, nell’area del Bersagliere si è svolta la festa dell’Unità. "Cinquant’anni fa, non solo il parco della Festa, ma tutta quell’area era un bosco - spiega Di Gregorio -. Un grande bosco. Lì attorno si trovavano pochi edifici, pochissimi, solo il verde e il bosco tutt’intorno. Oggi, se si osserva l’area dall’alto (per esempio con Google Maps) l’unica area che conserva la natura di bosco è proprio quella della Festa dell’Unità. Può essere che dentro quell’area siano state costruite delle solette in calcestruzzo, oggi ritenute abusive? Certo, magari perché espressamente richieste per motivi igienici; ma andranno in qualche modo sanate o eliminate. E però la sostanza dei fatti è tutta in queste due immagini. E persino la morale della storia: chi ha lavorato per cinquant’anni (senza chiedere né ricevere mai un solo euro o una sola lira dal Comune) al fine di tutelare un’area verde e metterla disposizione della cittadinanza, oggi viene accusato di essere un abusivista. Chi ha permesso negli anni il sacco di quell’area, oggi si erge a custode del rispetto ambientale".

 

 

 

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