CANTÙ - Altro passo falso. Cantù non ne vuole sapere di risolvere alcuni problemi, gravi, che affronta ad ogni partita, ed esce sconfitta 60 a 70 contro l’Acea Roma di Luca Dalmonte. Al di là della sconfitta, al di là delle final eight di Coppa Italia mancate, sono tornati ben visibili i problemi difensivi e, più inaspettati, anche quelli offensivi, con la miseria di 60 punti segnati in casa, con percentuali bassine da due (42.1) e da tre (26.9).
Roma uccide l’Acqua Vitasnella con i tiri pesanti di Jones, Gibson e soprattutto Stipcevic, che mette 3 triple su 7 tentativi, sempre allo stesso modo: blocco, tiro, canestro. Nessuno dei giocatori biancoblu lo tiene a bada, passando dietro i blocchi e permettendogli di aprire il fuoco. Offensivamente parlando, la zona match up di Dalmonte, utilizzata per gran parte della partita, permette inizialmente a Cantù di prendere discreti tiri, che non entreranno per tutti i 40 minuti, ma comunque la palla gira lenta sul perimetro, quando arriva nel pitturato nessuno taglia, Roma raddoppia e concludere gli attacchi diventa difficile.
Cantù prova a giocare di squadra, e nel primo quarto ci riesce, ma crolla dal secondo periodo, e anche i solisti canturini non riescono a risolvere l’impasse, schiantandosi contro la zona. Johnson-Odom rifiuta tiri aperti (vale la pena incatenarlo in un gioco di sistema?) ed è comunque il secondo marcatore (12 punti), Feldeine è un lontano parente di quello visto ormai più di un mese fa, Jones mette una tripla immediata e poi si spegne. Stefano Gentile è l’uomo che con tiri dai 6.75 e penetrazioni aiuta i suoi a rientrare, fino al 54-51 a poco più di 7 minuti dalla fine dell’ultimo periodo. Ma è un fuoco di paglia, non entra nulla, e l’Acea ricaccia indietro l’Acqua Vitasnella.
Peccato, ma qualche domanda bisogna avere il coraggio di porsela, perché Damian Hollis è un irritante fantasma, il minutaggio di Abass scende (4 minuti), e non è possibile contare su Laganà, utilizzato con il contagocce, probabilmente anche per via del ginocchio operato.
Testa bassa e lavorare, prima sulla lavagna e poi sul campo, perché troppi uomini in difesa sono a zonzo, e in attacco non sanno bene cosa fare.
Davide Porro
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ACQUA VITASNELLA CANTU’ 60-ACEA ROMA 70
(24- 22, 30- 39, 49- 51)
ACQUA VITASNELLA CANTU’: Johnson- Odom 12, Feldeine 3, Abass, Bloise ne, Laganà 3, Jones 5, Shermadini 8, Ukaegbu ne, Hollis, Buva 9, Gentile 17, Williams 3. All. Sacripanti.
ACEA ROMA: Ejim 9, Triche 5, Jones 14, D’Ercole, Sandri 6, De Zeeuw 2, Kushchev ne, Finamore ne, Gibson 19, Stipcevic 11, Morgan 4, Pullazi ne. All. Dalmonte.
Arbitri: Lamonica, Bartoli, Paglialunga.
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POST PARTITA
DALMONTE: "ABBIAMO TOLTO A CANTU' CONTROPIEDE E TIRI DA DUE"
Coach Dalmonte commenta così la vittoria della sua Acea alla Mapooro Arena: “Questa sera i ragazzi hanno giocato una partita di straordinaria dedizione e attenzione. Abbiamo centrato il grande obiettivo del nostro piano partita: limitare i tiri da due di Cantù che sono la sua forza prioritaria. Ci siamo riusciti togliendo loro il contropiede, limitando quindi le nostre palle perse, e forzando l’Acqua Vitasnella ad attaccare la difesa schierata. Cantù ha dovuto quindi modificare le proprie abitudini ricorrendo maggiormente al tiro da tre punti”.
“In attacco – ha continuato l’allenatore della Virtus - abbiamo giocato in maniera intelligente e abbiamo avuto sempre la giusta misura dentro la nostra testa. Questo non vuol dire che non abbiamo commesso errori, ma ci ha permesso di perdere pochissimi palloni, solo 9. Penso che questa sia la chiave che ci abbia portato a disputare una gara concreta e di grande concentrazione mentale come quella di questa sera”.
SACRIPANTI: "SCONFITTA CHE FA MOLTO MALE"

Coach Sacripanti commenta così la sconfitta della sua Acqua Vitasnella contro l’Acea Roma: “Abbiamo perso una partita che ci fa molto male, soprattutto perché venivamo da tre prestazioni di buon livello. Oggi, nella gara in cui abbiamo perso meno palloni dell’anno, non abbiamo mai fatto canestro da fuori contro la loro zona match- up. La difesa di Roma ci ha tolto ritmo, ma abbiamo trovato anche delle buone soluzioni. Il problema è che avremmo dovuto segnare e non l’abbiamo mai fatto”
“Nei primi due quarti – ha continuato l’allenatore canturino - abbiamo optato per una rotazione di dieci giocatori. Nel secondo periodo però abbiamo segnato solo 6 punti e all’intervallo abbiamo quindi deciso di accorciare le rotazioni schierando solo chi ci garantiva qualcosa di buono magari con più minuti a disposizione. Questa scelta ha pagato, perché da meno 9 siamo andati sul +3. Purtroppo in quel momento abbiamo subito due bombe davvero pesanti e soprattutto abbiamo sbagliato dei tiri importanti. Abbiamo rincorso tanto, però ci ha punito moltissimo l’1 su 10 da tre nel secondo periodo e l’1 su 6 nel quarto”.
“Credo – ha concluso coach Sacripanti - che oggi ci sia stato ardore, ma poca lucidità da parte dei miei ragazzi e l'elevato numero di errori al tiro ci ha sicuramente penalizzato. Mi piacerebbe che ci fosse un salto di qualità e maturità da parte dei miei giocatori, così da poter avere una rotazione più tranquilla. Questa sera invece non tutti hanno dato un concreto contributo alla nostra causa, soprattutto quelli che sono usciti dalla panchina”.






