BASKET – Prima Divisione: finale di stagione tra rinunce e proteste

sabato, 27 giugno 2015

NBA: Memphis Grizzlies at Los Angeles LakersMILANO - È finita ieri sera la Serie A di basket, con Sassari vincitrice su Reggio Emilia, conquistando il primo scudetto della sua storia a gara 7 in casa dei reggiani; di conseguenza, a rigor di logica, se la massima serie si è appena conclusa anche altre leghe minori dovrebbero esserlo, eppure non è proprio così.

Come riportato da sportal.it, in Lombardia il campionato di Prima Divisione ha creato non pochi problemi alle squadre, soprattutto a livello logistico organizzativo. Il Comitato Regionale Fip ha infatti deciso di far giocare le fasi finali, per salire in Promozione, in giorni lavorativi, a orari decisamente scomodi (inizio gare anche alle 19:30), scegliendo sedi che per la maggior parte delle squadre distano dai propri paesi e città decine di chilometri, quasi 100 in alcuni casi. Questo perché la Fip di Como è stata assorbita da quella di Varese, il che per molti addetti ai lavori è un fatto molto strano, poiché Como, che comprendeva anche squadre di Lecco e Sondrio, organizzava più di 2.000 partite e quindi centinaia di appassionati potevano contare su un campionato “comodo” dal punto di vista logistico, come dovrebbe essere trattandosi di Prima Divisione.

In questa categoria, infatti, la maggior parte dei giocatori sono lavoratori o comunque studenti che per amore della palla a spicchi, autofinanziandosi nella maggior parte dei casi, gettano in campo anima e corpo ma non sono supportati da una Federazione che è mal organizzata e che spesso pare non rispondere alle mail. Come nel caso dell’Eurobasket Broni che non si è presentato in campo a Legnano perdendo a tavolino, scrivendo alla Fip per poter giocare su un campo neutro senza avere risposta, come è possibile leggere su sportal.it.

COMOLAKERS 99Nella medesima situazione si è trovata a volte la società canturina ComoLakers 99 (non lasciatevi ingannare dal nome “Como”, giocano a Brenna) che pur arrivando primi nel girone Varese 2, incontrando paradossalmente squadre della zona per via della chiusura della Fip di Como, e perdendo inoltre un solo incontro su 20 disputati, sono stati inseriti in un secondo girone a quattro squadre (quattro gironi totali). Vinta questa seconda fase, hanno finalmente potuto giocare la semi-finale per conquistare la Promozione a Gallarate, campo neutro, e poi la finale il giorno successivo a meno di 24 ore di distanza con i problemi logistici di cui sopra, causa lavoro, traffico e impegni sacrosanti degli atleti.

I ComoLakers hanno purtroppo perso la finale contro il Legnano, quindi sarebbe finalmente dovuta finire la loro stagione, giusto? E invece no, perché come perdenti della finale sono stati inseriti in un secondo giro di partite con gli sconfitti provenienti dalla Prima Divisione milanese e, per pura questione di fortuna, il campo neutro era quello di Alzate Brianza, e la squadra canturina ha avuto così meno difficoltà a recarsi al campo e giocarsela con la BK Olimpia Milano, perdendo nei minuti finali anche a causa della stanchezza e della panchina corta (di nuovo, non tutti i giocatori potevano essere presenti).

Questo sarebbe un altro punto da analizzare, perché costringere atleti amatoriali a giocare così tante partite senza fermarsi espone questi appassionati ad infortuni, anche gravi a volte. E l’uso del verbo “costringere” non è casuale, poiché le squadre che hanno rinunciato a giocare, come scrivevamo in apertura, si sono pure beccate la bellezza di 840 euro di multa, una cifra francamente fuori da ogni logica.

Se in più si considera il costo di un campionato di Prima Divisione (i ComoLakers spendono circa 7.000 euro di stagione regolare, più 500 euro per i playoff), ci si rende davvero conto di quanto l’annata appena conclusa sia stata male organizzata, senza attenzione nei confronti delle squadre e soprattutto senza dar loro ascolto, allungando i campionati senza motivo apparente; nel Girone Varese 2 con 11 squadre (un’eccezione, negli altri erano 10) le prime 8 andavano ai playoff. Insomma, la formula andrebbe rivista, valutata e cambiata.

Davide Porro

 

 

 

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