CUCCIAGO - Il sogno diventa realtà, Metta World Peace è un giocatore dell’Acqua Vitasnella Cantù, fino al termine della stagione. Chiamatelo colpo dell’anno, molti pensano degli ultimi vent’anni, altri ancora esagerano fino a definirlo colpo del secolo.
Vero, così forse è troppo, ma resta il fatto che un grandissimo giocatore Nba (volutamente non lo definiamo ex) vestirà la casacca biancoblu con il numero 37 e il nome The Panda’s Friend.
Poco importa cosa ci sia scritto sulla canotta, l’importante è che il 35enne americano sia arrivato a Cantù con tutti gli stimoli possibili e immaginabili, ed è così. Punto.
Atterrato a Malpensa questa mattina, accolto da un caloroso abbraccio dello staff canturino e degli Eagles, è stato presentato ufficialmente alla stampa nel pomeriggio, alla sede di Ferrarelle, che con il marchio Acqua Vitasnella sponsorizza Cantù.
Tutto è creato ad hoc, un po’ all’americana, con il faccione del panda a campeggiare anche sulle etichette delle bottigliette, e Metta sicuramente avrà apprezzato.
Al di là delle dichiarazioni di rito, incredibilmente sincere, sull’aver sempre desiderato giocare in Europa, colpisce la sua motivazione nel volersi confrontare con i migliori piuttosto che giocare, con i migliori; una mentalità vincente, che gli ha fatto conquistare il titolo Nba con i Lakers nel 2010.
Dopo la conferenza stampa a Milano, Metta è passato dal Pianella, e lì sì che ha capito cosa lo aspetta: mezzo palazzetto pieno, magliette con il panda e con l’hashtag ICantù, applausi e tifo come si fosse ad una partita.
Metta saluta il pubblico, ringrazia e rientra nel tunnel, ma il rumore sugli spalti cresce, così torna indietro e fa il giro del campo salutando e stringendo mani, facendo attenzione a non dimenticare nessun bambino.
Perché lui, che con l’attuale nome vuole trasmettere la pace e l’amore, in fin dei conti è un ragazzo tranquillo, che si sbatte ogni secondo che si trova sul parquet, che lavora per la squadra e che non si tira mai indietro. Eppure alcuni (diciamolo pure, invidiosi dell’acquisto di Cantù) non fanno altro che citare la mega rissa che gli costò 86 partite di squalifica, dimenticandosi di quello che è: un campione Nba, un difensore impressionante che non molla il suo uomo neanche per un secondo, un uomo squadra, un attaccante con punti nelle mani. Tutto questo in un unico giocatore, chiamato a sostituire Damian Hollis. Scusate se è poco.

Solo il tempo darà delle risposte sportive sul neo-acquisto biancoblu, ma Daniele Della Fiori ha appena dato al basket italiano una visibilità impressionante, e l’ha fatto in una settimana, forse meno. Scusate se è poco.
L’unico rammarico? Non avere il nuovo palazzetto, dato il numero di tifosi, non di Cantù, che vorranno fare un salto al vecchio Pianella di Cucciago. In questo caso le scuse dovrebbe porgerle qualcun altro, ma ora godiamoci The Panda’s Friend e pensiamo solo a #ICantù.
Davide Porro
Fotografie a Milano e Cucciago di Marco Bizzotto
In preparazione altri contributi in video








