BASKET – L’eterna sfida tra Cantù e Milano, cresce l’attesa per il derby

venerdì, 3 gennaio 2020

CANTÙ - La partita contro l’Olimpia Milano è per il tifoso canturino la sfida per eccellenza. Da sempre è il confronto che crea più attesa e prestigio e che rievoca grandi emozioni e ricordi storici indelebili, di cui entrambe le tifoserie sono estremamente gelose. Dal trionfo al “Palazzo dello Sport” di Grenoble in finale di Coppa dei Campioni nel 1983 all’impresa di Firenze quando, nel febbraio del 2018, nonostante le assenze pesanti per infortunio, Cantù riuscì a battere la favoritissima Milano nei quarti di finale di Coppa Italia. Cantù e Olimpia Milano si sono sfidate in passato 167 volte. Conducono i meneghini con cento vittorie, contro le sessantasette affermazioni dei canturini.

Da Grenoble a Firenze, 35 lunghissimi anni di grandi sfide tra le due società, che hanno condiviso anche tanti giocatori, passati prima o dopo, a seconda delle situazioni, da una o l’altra squadra. Tra i primi, l’asso americano C.J. Kupec che, dopo un biennio a Milano, si trasferì a Cantù per alzare al cielo, nel 1982, la prima coppa dei campioni della storia del club canturino. Dopo di lui tanti altri, uno su tutti, Antonello Riva, che dopo dodici anni in biancoblu passò all’Olimpia per cinque stagioni.

Svariati quelli della storia contemporanea, come in quel Milano-Cantù del 16 febbraio 2018 fa quando dalla Final Eight di Firenze furono eliminati gli ex canturini Marco Cusin, Vlado Micov, Andrea Cinciarini e Awudu Abass.E ancora: Christian Burns, grande protagonista di quella sfida in terra toscana, lasciò i colori biancoblu nell’estate del 2018 per firmare un contratto pluriennale con i meneghini.

Non solo il passato però, anche il presente: nell’attuale roster della S.Bernardo-Cinelandia spiccano, infatti, i due Andrea, capitan La Torre e Pecchia, entrambi con un passato in biancorosso. Il più recente insieme ad Abass è il caso di Joe Ragland, che militò a Milano nella stagione 2014-15 dopo aver giocato per una stagione e mezza a Cantù. Ragland, che con la compagine milanese ha fatto il suo esordio in Eurolega, è tornato in biancoblu il mese scorso e, domenica 5 gennaio al Forum sarà uno dei grandi ex della partita.

Sia prima che dopo l’asse trentennale Grenoble-Firenze, ci furono ulteriori avvenimenti importanti: tra gli altri, innanzitutto, un cambio di maglia significativo fu sicuramente quello di Renzo Bariviera, un precursore in tal senso. Alla fine degli anni Settanta, dopo uno scudetto vinto con Milano nel ’72, cambiò casacca per vincere, nove anni più tardi, un altro tricolore, questa volta con Cantù.

Il 15 aprile del 1981 è una data memorabile perché l’indiscusso protagonista di quel derby, giocato peraltro nel magico “Palazzone” di San Siro davanti a oltre 12mila tifosi, fu un giovanissimo Antonello Riva che, a soli 19 anni, fu top scorer con 32 punti. Da aggiungere al libro dei ricordi sono sicuramente anche gli ultimidue duelli tra Cantù e Milano, quelli della passata stagione. In quello della gara di andata Acqua S.Bernardo esordì come title sponsor, dando a Cantù oltre che una titolazione anche una livrea tutta differente, con il verde e il bianco al centro del nuovo look.

Fece ancor più storia il derby del girone di ritorno, quando Frank Gaines (oggi alla Virtus Bologna) realizzò la bellezza di 44 punti al Mediolanum Forum di Assago. La sua clamorosa performance offensiva non fu soltanto tra le migliori di sempre per punti realizzati in una singola gara, bensì fu la migliore in assoluto per quanto concerne un derby tra Milano e Cantù.

Se si fa un tuffo nel passato non si può poi non citare il trasferimento di Davide Pessina da Milano a Cantù. Prima di vincere con i canturini la Coppa Korac del ’91, l’attuale telecronista di Sky vinse in biancorosso uno degli scudetti più famosi e controversi della storia del basket italiano, quello del 1989 contro Livorno, salvo poi vincere un’altra Korac nel ’93 dopo aver fatto ritorno a Milano.

Impossibile non menzionare il capitolo relativo a Fausto Bargna, canturino di nascita, che tra gli anni ’70 e ’80 vinse ben undici trofei con le due formazioni rivali: quattro con i colori biancoblù, sette con quelli biancorossi. Verso la fine degli anni ’90 trova seguito la storia di Thurl Bailey, stella degli Utah Jazz in NBA che, prima di giocare un anno all’Olimpia, vestì per due stagioni la maglia di Cantù.

E ancora, facendo ritorno al ventunesimo secolo, i trasferimenti dei vari Dante Calabria, Denis Marconato e Stefano Mancinelli andati più o meno nel dimenticatoio. Diverso, invece, il discorso legato all’americano Jerry McCullough che, insieme a Bootsy Thornton, Shaun Stonerook e Sam Hines, agli inizi del 2000 formava a Cantù un temibilissimo quartetto denominato “Fab Four”. Il playmaker di New York, infatti, fu protagonista di ben due trasferimenti molto discussi: non solo ai rivali dell’Olimpia Milano ma, l’annata prima (2003-04), anche a quelli della Pallacanestro Varese.

 

 

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