CUCCIAGO - Si torna alla Mapooro Arena (oggi ore 20:45) per l’ultima gara certa della stagione, perché se l’Acqua Vitasnella dovesse perdere gara 3, l’Umana passerebbe il turno andando in semifinale.
Mai come in questo momento Cantù ha bisogno del sostegno dei propri tifosi, forse il miglior sesto uomo di tutto il campionato; quando i 3.900 del Pianella si mettono a fare casino, per gli avversari il campo diventa una vera e propria bolgia, per i tre arbitri diventa difficile farsi sentire quando fischiano, e per i biancoblu la spinta degli Eagles è tale da poter superare qualsiasi avversario. A tal proposito puntuale arriva la richiesta della tifoseria organizzata, che per l’occasione chiede ai tifosi che prenderanno posto in curva di indossare una maglietta blu, mentre per il resto del palazzetto (poltronissime, numerati e gradinate) si richiede una maglia bianca, così da poter creare i colori sociali del club e avere un meraviglioso colpo d’occhio come già visto a Mestre (ma anche a Reggio Emilia e Trento).
Giovedì sera dopo la sconfitta dei suoi, Sacripanti ha passato pochi minuti in conferenza stampa facendo intendere senza troppi giri di parole che qualcuno non era pronto, e che quindi non meritava di stare in campo. Il riferimento è a DeQuan Jones (3 minuti sul parquet) ma anche Shermadini, Buva e Williams non sono certo stati all’altezza. Se comunque il centro con passaporto bulgaro ha contribuito alla clamorosa quasi-rimonta di Cantù, il georgiano e il croato sono stati ancora una volta insufficienti; forse qualcuno non se n’è accorto (ne dubitiamo) ma se anche così fosse il tutto è merito di un ritrovato Metta World Peace, partito in quintetto e protagonista inizialmente della gara, capace di tenere aggrappati i brianzoli nel primo quarto, prima di perdersi come tanti altri compagni.
Non a caso, l’amico del panda non è nei cinque che incredibilmente provano il recupero, e questo può essere un buon segnale (Cantù non è Metta dipendente), ma anche la preoccupazione che Venezia abbia davvero chiuso ogni porta in faccia all’ex Lakers, innervosendolo e costringendolo a giocate difficili.
Questa sera l’Acqua Vitasnella dovrà sicuramente dare il massimo, per la società e per i propri tifosi, e nessuno potrà rispondere “assente” all’appello, perché in ballo non c’è solo la possibilità di allungare la serie (e farlo al Pianella è tutto fuorché impossibile) ma c’è da dimostrare attaccamento alla maglia per 40 minuti, non solo quando i tifosi iniziano a mugugnare e quando si è sotto di 30 lunghezze.
Sacripanti per bloccare un attacco rodato come quello veneziano e scardinare la sua dura difesa dovrà sperare di avere i due centri ben presenti (anima e corpo) arrivando almeno a metà partita senza caricarsi di falli; anche perché l’attacco canturino può accendersi (meglio se di squadra) ma se l’inizio è sempre con una difesa svagata che ancora non ha capito dopo due partite il gioco degli avversari, i quaranta minuti di gioco sarebbero sin da subito in salita.
Davide Porro







