CANTÙ - Dal 1986 le città italiane avrebbero dovuto mettere in pratica il Piano di Eliminazione delle Barriere architettoniche, il famoso Peba, ma è evidente che in pochi sono passati alla pratica. Alla lista di chi si sta impegnando per migliorare la città, ora si aggiungerà Cantù, che ieri sera ha presentato il progetto al salone dei convegni in piazza Marconi.
La serata è stata inaugurata dall'assessore Paolo Di Febo, che ha spiegato "le barriere architettoniche sono ostacoli non solo per i disabili, ma anche per tutte le donne con passeggini o carrozzine e per gli anziani". "Molti negozi, locali e più in generale spazi di privati che sono aperti al pubblico hanno, ancora oggi, gradini in prossimità degli ingressi - ha proseguito Di Febo - il Comune mette a loro disposizione un contributo economico pari al 30% della spesa per pedane e altri strumenti necessari ad abbattere le barriere".
L'assessore spiega che l'impegno è concreto, come dimostra la presenza di una voce specifica nel bilancio. Inoltre è stata stesa una lista di edifici che necessitano l'intervento e la priorità è data a scuole ed edifici sportivi.
Successivamente il consigliere comunale di Lavori in corso Aldo Stoppani porta all'attenzione il problema delle barriere architettoniche visto da chi lo vive quotidianamente. "L'articolo 3 della Costituzione descrive l'uguaglianza come diritto fondamentale dell'uomo - ha detto Stoppani - i disabili sono privati di questo diritto e non hanno la possibilità nemmeno di essere indipendenti e di partecipare a tutti gli ambiti della vita, come dice l'articolo 9".
Il consigliere ha poi ringraziato tutte le associazioni che hanno contribuito a sostenere il Peba e ha sottolineato l'importanza di informare e sensibilizzare la gente.
Un'analisi più precisa del piano è stata data dall'istruttore direttivo tecnico Andrea Rinaldo. "I macro-obiettivi del Peba sono: censire i percorsi urbani veicolari e pedonali e il patrimonio immobiliare dal punto di vista dell'accessibilità, fare una stima indicativa dei costi, stendere un piano d'azione biennale 2016/2017" ha esposto Rinaldo. "La cifra approssimativa dei fondi disponibili per il biennio in questione è di 528mila euro e l'abbattimento delle barriere rilevate è stimato 900mila euro circa - ha continuato l'istruttore direttivo tecnico -. La priorità sono gli edifici scolastici, per i quali sono previsti 287mila euro, a seguire i centri sportivi per 87.000 euro e i percorsi pedonali per 54mila euro".
Il piano prevede anche semafori con segnalatori acustici e piste podotattili (piste Loges), ovvero delle strisce di asfalto con dei rilievi in grado di descrivere ai non vedenti il tipo di strada o di edificio che si incontra.
Il metodo per attuare al meglio il Peba parte dall'assumere il punto di vista della cosiddetta "utenza allargata", ovvero non solo di disabili, ma anche di donne con passeggini e anziani, con un approccio definito "Design for all", termine attualmente usato per indicare una città a prova di tutti. Il patrimonio immobiliare preso in considerazione prevede 23 edifici pubblici, 21 scolastici, cimiteri, farmacie, negozi e molto altro. A Cantù mancano anche servizi igienici a norma per i disabili, parcheggi che rispettino le dimensioni previste, servoscala per molte scale interne e stanze sicure dove chi non riesce ad usare le scale esterne può attendere i soccorsi in caso di incendio.
Clarissa Albini






