AMARCORD – Nove giorni al congresso. Bizzozero: “Eravamo quattro amici al bar…”

venerdì, 10 aprile 2015

BIZZOZERO NOSTRE (1)CANTÙ - Quattro amici al bar che ne hanno fatta di strada Claudio Bizzozero e gli altri fondatori di Lavori in Corso, passati dalla lunga militanza in opposizione alla conquista della città e adesso protagonisti di uno dei momenti più difficili nella storia, pur giovane, del loro movimento. Il prossimo 19 aprile ci sarà il congresso che deciderà la linea politica della colazione di liste civiche che guida la città, una vera e propria conta dove ci sarà ben poco di scontato, in quello che i bene informati annunciato come un confronto-scontro tra il sindaco, Claudio Bizzozero, e il segretario e coofondatore di Lavori in Corso, Vincenzo Latorraca.

“Quindici anni fa, quando iniziammo a costruire Lavori In Corso eravamo in quattro – ripercorre le tappe della storia del suo movimento Claudio Bizzozero .- Piano piano abbiamo avvicinato alla politica un sacco di gente che fino ad allora non si era neppure mai sognata di mettersi a farlo. E' stata dura, molto dura, ma ce l'abbiamo fatta. Abbiamo perso la prima volta ma ci siamo imposti come prima forza politica d'opposizione in città. La seconda volta abbiamo mancato l'obiettivo al secondo turno per un soffio e la terza volta abbiamo vinto! Mai in questa città una lista civica vera, costruita da zero senza alcun partito alle spalle ed anzi con tutti i partiti contro, era riuscita a fare tanto. Non conosco di esperienze analoghe in città della nostra stessa dimensione e a dire il vero le esperienze come la nostra, davvero libere dalle gabbie di partito, mi sembrano pochine persino nei Comuni piccoli”.

Un vero e proprio amarcord quello del sindaco, che qualcuno vorrebbe maturo per tentare il salto nella politica nazionale. “Sono orgoglioso di essere canturino e la storia di LiC a me pare una tipica storia canturina, fatta di lavoro, fatica e tenacia – prosegue - Da 3 anni governiamo fieramente la città e abbiamo messo tutti i partiti fuori gioco. In meno di tre anni di amministrazione abbiamo rimesso in sesto il bilancio comunale che ci è stato consegnato a brandelli e abbiamo ridotto l'indebitamento da 37 milioni di euro a 29. Nonostante le infinite allucinanti decisioni del governo nazionale, che penalizzano oggi gli enti locali come mai era accaduto prima nella storia del Paese, stiamo utilizzando al meglio le scarse risorse che il governo partitocratico ci lascia a disposizione. E’ certo che se non ci fossimo stati noi al governo della città in questi tre anni, Cantù sarebbe oggi al dissesto finanziario”.

C.B.

 

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