SENNA COMASCO - Leggere, scrivere e calcolare per noi sono atti così semplici ed automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i bimbi o i ragazzi dislessici.
La dislessia in Italia è ancora poco conosciuta, anche se si considera che possa esserci almeno un alunno Dsa (disturbo specifico di apprendimento) per classe. Spesso si commette l’errore che questi ragazzi siano considerati svogliati, valutandoli ” intelligenti con poca voglia di applicarsi allo studio”. Questi ragazzi non hanno problemi cognitivi legati alla comprensione e, al di là dello studio, sono intelligenti, vivaci, socievoli e creativi. Un ragazzo dislessico può leggere e scrivere, ma deve impiegare tutte le proprie energie. Si stanca presto, si distrae, commette errori e si sente costantemente in difficoltà.
La diagnosi può essere fatta anche prima della fine della seconda elementare, ma alcuni “sintomi” prematuri possono essere individuati già dai 4 o 5 anni del bambino. I segnali più importanti sono un’inattesa difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura. Il problema di lettura e scrittura può essere considerato dall’insegnante, come il segnale più evidente di un funzionamento più esteso. In genere, il bambino con dislessia è particolare anche quando non legge: quando parla usa parole diverse tra loro credendo che significhino la stessa cosa, oppure ha poco interesse a parlare in maniera corretta e fatica ad imparare il linguaggio specifico delle varie materie. Non memorizza parole nuove con facilità ed è lento nel ricordare l’alfabeto, oppure non lo impara del tutto. Quando ascolta, il bambino potrebbe non comprendere del tutto il senso di ciò che gli viene detto, se il pensiero è ricco di frasi subordinate e se sono pochi gli esempi legati alla realtà concreta presenti nel discorso.
E’ come se il nostro modo di parlare risultasse troppo complesso, perché il bambino non ha gli strumenti per organizzarlo autonomamente.
Per un genitore confrontarsi con le difficoltà di lettura del proprio figlio non è semplice; non è semplice capire che il proprio bambino che in tante situazioni familiari e sociali è sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesce a collegare il suono di alcune lettere e metterle per iscritto. Così come non è semplice capire che, per affrontare questo disturbo, il bambino ha bisogno di un intervento specifico e individualizzato.
Emanuela Pinelli, mamma di un bambino 11 enne con disturbi Dsa, il 15 aprile alle 21 a Senna Comasco al centro sociale in via Roma 46, organizzerà l’evento “Da una mamma per le mamme e non solo…”, per dare un supporto a tutti quei genitori che, come lei ogni giorno, affrontano il tema della dislessia con il proprio figlio. E’ importante poter dare ascolto a chi negli anni, abbia dovuto affrontare queste problematiche per essere un buon sostegno per il proprio figlio. Quante mamme hanno quei momenti di sconforto in cui si sentono incapaci ad affrontare nel migliore dei modi la propria situazione?
Partecipare a questo evento è molto importante: parlare e aiutarsi a vicenda, confrontarsi, apprendere ma soprattutto ricavarne un nuovo incoraggiamento è quello che desidera Emanuela perchè sa come ci si sente e come bisogna affrontare tutto per amore dei propri figli dislessici.






