COMO – Sei persone fermate ieri, mercoledì 6 settembre, dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como. L'accusa aver dato vita a un’associazione a delinquere finalizzata a commettere reati di riciclaggio e abusivismo finanziario
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, s’era sviluppata in seguito ad alcuni sviluppi del caso legato all’omicidio dell’architetto Alfio Molteni, e alcune intercettazioni hanno permesso di scoprire un’associazione a delinquere transnazionale che agiva attraverso la M.g.A Consulting Gmbh, una società a cui appartenevano cinque dei sei arrestati (tra i quali anche un austriaco).
In nome della M.g.A Consulting Gmbh, una società di diritto austriaco, i cinque indagati svolgevano l’attività di agenti o promotori finanziari, e negli ultimi tempi, attraverso la stipula di almeno 144 contratti di investimento conclusi con numerosi cittadini italiani, avrebbero iniziato a raccogliere illecitamente del denaro senza alcuna autorizzazione di Banca d’Italia o Consob. Il denaro raccolto proveniva in gran parte dall’evasione tributaria, ed è stato calcolato che il valore dei 144 contratti sarebbe superiore ai 5 milioni di euro.
Agli indagati è contestata anche la gestione di una rete finanziaria chiamata “ASAP Vip Club”, sulla quale era confluito più di un milione di euro di fondi illeciti. Il denaro raccolto confluiva infatti su conti esteri e veniva successivamente reinvestito in attività speculative di “crowdfunding” attraverso il conto ASAP – in modo da celare la provenienza degli investimenti -, e in un secondo momento i profitti di tali investimenti venivano restituiti ai clienti tramite carte prepagate “ASAP” e “EM@NEY PLC”, carte che erano registrate presso banche inglesi e maltesi.
I cinque promotori finanziari sono accusati anche di abusivismo finanziario, e quattro di loro dovranno rispondere dell’accusa di riciclaggio di somme di denaro provenienti da un’evasione tributaria attribuita a una cliente di Alberto Brivio, uno dei presunti mandanti dell’omicidio dell’architetto Alfio Molteni.
Brivio, in particolare, è stato arrestato per aver emesso fatture a fronte di operazioni del tutto inesistenti, un’attività che doveva permettere ad alcune aziende di evadere le imposte sui redditi, ed è accusato del riciclaggio di 270mila euro (tale somma sarebbe stata ricevuta attraverso l’intermediazione di Daniela Rho, amante di Brivio e moglie di Alfio Molteni). Attraverso la società di diritto austriaco HBYP Gmhb – con sede effettiva a Mariano Comense – Brivio avrebbe emesso delle fatture per operazioni inesistenti nei confronti di tre aziende per un valore complessivo superiore ai 450mila euro. Per questi motivi, ai responsabili delle tre aziende è stato contestato il reato di utilizzo, a fini di evasione, di fatture emesse dalla HBYP GMBH a fronte di operazioni inesistenti.
Su richiesta del PM, inoltre, il GIP ha disposto il sequestro preventivo della somma equivalente al profitto ricavato dalle attività illecite esercitate dagli indagati, circa 2 milioni e 300mila euro.
La connessione di Alberto Brivio con l’arrestato di nazionalità austriaca – e di conseguenza con la MgA Consulting e con la HBYP – è emersa in seguito alle perquisizioni che si svolsero in occasione del suo primo arresto, e attraverso un’intensa attività di intercettazioni e di interrogatori (specialmente all’interno di una delle aziende coinvolte) è stato possibile ricostruire con esattezza la natura dei reati commessi.






