COMO - Dopo lo scandalo inerente alle paratie a Como, emergono nuovi sviluppi nei confronti di due dei dirigenti implicati in questi fatti ed indagati dalla Procura. Gli ingegneri Antonio Ferro e Pietro Gilardoni, infatti, hanno rassegnato le dimissioni rispettivamente dall’incarico di responsabile unico del procedimento e di direttore lavori del cantiere del lungolago. Il primo sembra avesse consegnato il suo congedo qualche giorno fa, mentre il secondo solo in giornata. Entrambi sono sotto inchiesta dal gennaio scorso per turbativa d'asta.
“Prendo atto e comprendo la scelta - commenta il sindaco Mario Lucini -. Si sono venute a determinare condizioni non facili per poter svolgere serenamente il proprio ruolo. Li ringrazio per l’impegno e la professionalità che hanno messo in campo, in questi anni, in un compito certamente arduo”.
Novità anche per quanto riguarda il procedimento sanzionatorio, che la Provincia ha avviato nei confronti del Comune di Como, a seguito del sopralluogo che era stato effettuato lo scorso 16 febbraio.
“Il contenuto è sconcertante, visto che mette in discussione i pareri a suo tempo rilasciati dalla stessa Provincia e fa riferimento ad una situazione di cantiere in cui gli ultimi lavori eseguiti risalgono al gennaio 2011 - spiega il primo cittadino -. Risponderemo alle contestazioni e valuteremo eventuali azioni”.
E’ stato inoltre consegnato oggi il parere del professor Guido Greco, il legale incaricato per assistere l’amministrazione nell’analisi dei profili giuridici legati alla delibera Anac. “Abbiamo ricevuto oggi la prima parte delle valutazioni richieste al professor Greco - afferma Lucini - Le valutazioni chiariscono alcune questioni sostanziali sulla legittimità delle opere realizzate e dei contratti in essere, condizione indispensabile per poter procedere con il cantiere”. L’avvocato, docente di diritto amministrativo all’Università Statale di Milano, ritiene che i vizi di legittimità prospettati “possano non trovare conferma, in sede giurisdizionale, ed anzi possano essere superati dato che sussistono argomenti contrari di una certa consistenza, basati sull’elaborazione giurisprudenziale, oltre che su una più ampia ricognizione della procedura”.






