PALABABELE – Da oltralpe in camper per documentare al mondo lo scempio

martedì, 31 ottobre 2017

CANTÙ – Un libro-reportage sul Palababele, sulle condizioni dell’ecomostro incastonato tra corso Europa, via Pacinotti e via Magellano, sul suo indiscusso impatto sociale e ambientale. È l’idea di Roberto Giangrande, un fotografo romano da tempo trapiantato oltralpe, in Francia, da dove si sposta occasionalmente con il proprio camper per documentare alcune tra le realtà più desolanti del panorama edilizio italiano.

Il fotografo è venuto a Cantù per osservare con i propri occhi lo scheletro del Palababele, i resti del cantiere abbandonato e le vie circostanti, ormai divenute un vero e proprio ricettacolo di irregolari e sbandati di ogni genere. “È una situazione disastrosa, soprattutto per chi vive nei dintorni dell’ecomostro – confida il fotografo al Canturino; - Chi abita a poche centinaia di metri dal cantiere non potrà mai sperare di vendere la propria abitazione: chi vorrebbe venire a vivere in questa zona, con un panorama di questo genere?”.

Guardando dalle finestre di una qualsiasi di quelle abitazioni, infatti, gli inquilini vedrebbero soltanto la desolazione del cantiere e degli spazi circostanti, con il grande muro quadrangolare ricoperto di murales – il basamento della struttura piramidale che doveva trasformarsi nel nuovo Palasport – e gli spuntoni arrugginiti rivolti minacciosamente verso il cielo. “Racconterò questo scempio attraverso le immagini”, afferma il fotografo romano, incontrato casualmente mentre si aggirava in via Pacinotti, tra rifiuti e calcinacci, a pochi passi dal cantiere.

Per il Palasport di corso Europa – un’opera ambiziosa da 7.300 posti – s’erano spesi circa 33 milioni di euro, ma nel corso degli anni la percentuale di avanzamento dei lavori s’è fermata al 10%. L’opera si sarebbe dovuta completare entro il giugno del 2013, ma da più di tre anni il cantiere è più vuoto e desolante che mai.

R. I. 

 

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