CARUGO - Alberto Brivio, il fiscalista accusato di essere il mandante della morte di Alfio Molteni, respinge al mittente tutte le accuse. E fa sapere che con Daniela Rho, l'ex moglie di Molteni accusata dello stesso reato a a processo col rito abbreviato, non aveva nessuna relazione sentimentale.
Ieri, il processo si è svolto davanti alla Corte d'Assise di Como. E il pm Pasquale Addesso, ha dovuto anche richiamare Brivio per invitarlo a rispondere in modo pertinente e sintetico, e a non prendere in giro la Corte.
Più volte l’imputato ha negato la relazione sentimentale con Daniela Rho, definendo i loro incontri prettamente sessuali. Le accuse che gli sono state rivolte da Luigi Rugolo, il trait d'union tra Brivio e Rho e gli esecutori materiali del delitto condannato a 19 anni, e dalla stessa Rho nelle loro confessioni, Brivio le ha giustificate come vendette nei suoi confronti: da parte della guardia giurata per non avergli trovato un lavoro, da parte della Rho per averla rifiutata.
Il pm gli ha contestato una serie di sms intercorsi tra lui e la Rho il 14 ottobre 2015, giorno dell’omicidio. In particolare uno di questi, "Non succederà, muore prima", un’ora prima dell’agguato alla vittima. Alla richiesta di dare una spiegazione a queste frasi, Brivio ha risposto di non aver idea di cosa significassero.
Il movente dell'omicidio sarebbe il tentativo di screditare l’immagine di Molteni per spingere il giudice a negargli l’affido della bambina nella difficile causa di separazione in corso tra i due coniugi. Brivio ieri ha cercato di rigettare su tutta la linea le accuse di essere stato il punto di riferimento di Luigi Rugolo.






