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MOTORI – La strada è pericolosa, ma la colpa non è tutta delle Tesla

sabato, 5 gennaio 2019

Ha fatto molto parlare in tutto il mondo l’incidente avvenuto ormai tempo fa in Austria in cui una Tesla nell’impatto ha preso fuoco. Sicuramente non farà discutere così tanto l’incidente avvenuto ieri lungo la Ss36, la superstrada che collega Lecco a Milano, dove tra Giussano e Arosio un camion cisterna carico di carburante si è ribaltato, causando non pochi disagi alla circolazione – fra cui la chiusura dell’arteria in quel tratto – e il rischio d’incendio di circa 20mila litri di infiammabile, appunto la benzina che stava trasportando e che nella collisione ha perso sull’asfalto.

L'auto in fiamme è una BMW. La fotografia è stata scattata dall'abitacolo di una Tesla in transito

Non s’intende affatto dare colpe ad alcuno, ma si vuole semplicemente sollevare una modesta riflessione. Perché di una Tesla che prende fuoco a seguito di un impatto – combustione che peraltro divampa anche con le “tradizionali” vetture a motore endotermico – se ne parla ovunque, mentre di un’autobotte probabilmente ce ne si dimenticherà fra pochi giorni, se già non è arrivato l’oblio? Perché è considerato un fatto più “normale”. È quindi nella norma che un mezzo pesante carico di liquidi altamente infiammabili rischi di prendere fuoco?

Si potrebbe obiettare che una vettura – a differenza di un mezzo pesante – s'incendi molto di rado in un incidente. Eppure la cronaca ci ricorda che tre settimane fa lungo la tangenziale di Morbegno (foto in basso a destra)– sempre per non discostarci troppo dalle nostre zone, senza andare a setacciare eventi esteri – due automobili a motore endotermico, una Panda e una 500X, hanno preso fuoco nell’impatto frontale, causando la morte di sei persone.

Non sono solo le auto elettriche, dunque, a infiammarsi nei gravi sinistri. E non sono solo loro a causare i peggiori disagi alla circolazione. Non saranno ancora perfette per quanto riguarda l’autonomia e il prezzo, ma sarebbe forse ora di cessare con le mistificazioni, così come per lungo tempo – e in parte ancora oggi – si è fatto terrorismo con i veicoli a Gpl, quando in realtà la percentuale di incidenti è minima, specialmente con i serbatoi moderni; il tutto senza porre sul piatto della bilancia la questione ambientale. La domanda che resta irrisolta è: perché accanirsi così tanto con le auto elettriche; e in particolare con le Tesla? Apriamo un dibattito, in questa pagina Facebook.

Alessandro Tonini
atonini@iperg.net

 

 

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