MISSIONE PAZIENTE – La storia dell’elisoccorso in un libro di beneficienza

martedì, 23 febbraio 2021

MILANO - Un libro per raccontare la storia dell’Elisoccorso sanitario in Lombardia. A poco più di trent’anni dall’istituzione del servizio, le giornaliste Francesca Guido e Francesca Indraccolo, specializzate in ambito sanitario, hanno realizzato il volume "Missione Paziente – Nascita e sviluppo dell’Elisoccorso in Lombardia" (25 euro, SUPER Edizioni - Pernice Editori S.r.l.) che illustra le tappe più significative dell’evoluzione di questo tassello del sistema di emergenza-urgenza regionale.

L’iniziativa editoriale è destinata agli operatori del settore ma anche ai non addetti ai lavori e ha un fine benefico. È stato infatti realizzato per la Fondazione Pro Elisoccorso - Servizio 118 onlus che, grazie al ricavato proveniente dal 20% del prezzo di copertina concesso dall’editore, intende acquistare attrezzature e apparecchiature per AREU, l’Agenzia regionale dell’Emergenza Urgenza della Lombardia.

"Missione Paziente", che si articola in 15 capitoli, racconta, attraverso una ricca raccolta di immagini, gli aspetti organizzativi del sistema e le principali progettualità sviluppate nel corso degli anni: dall’utilizzo del verricello all’hovering, dal volo notturno all’implementazione delle tecnologie di ultima generazione che hanno consentito l’ampliamento delle tipologie di missione dopo il calare del sole e in luoghi impervi.

Elicottero AW139

Il libro presenta inoltre una sezione dedicata alle modalità di impiego dell’elisoccorso nel trasporto dei pazienti affetti da Covid-19, in particolare della Base di Como. Completa il volume una scheda grafica contenente i modelli e i dati tecnici relativi ai due modelli di elicotteri in linea in Lombardia fino a gennaio 2021, l’AW139 e l’Eurocopter 145.

Il libro è al momento disponibile per l’acquisto sullo shop online dell’editore, SUPER Edizioni - Pernice Editori S.r.l.

L’Elisoccorso lombardo dispone di cinque basi e di cinque elicotteri che effettuano circa 4.800 missioni l’anno, di cui 660 notturne, con una media di 400 interventi al mese. Il servizio è stato istituito nel 1986 a seguito della necessità di un coordinamento regionale centralizzato delle richieste di intervento sanitario e della gestione delle risorse necessarie, dall’invio sul luogo dell’evento alla destinazione ospedaliera del paziente.

Grazie a investimenti tecnologici, strutturali e formativi, il servizio lombardo è diventato un modello unico in Italia e in Europa in termini di organizzazione e dotazioni.

L’Elisoccorso del capoluogo regionale oggi ha base all’aeroporto di Bresso, ma dal 1986 al 2006 è stato ospitato dall’Ospedale Ca’ Granda Niguarda. A Bergamo ha sede all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, mentre a Brescia si trova agli Spedali Civili. Per quanto riguarda l’Elisoccorso di Como, dopo una serie di trasferimenti, dal 2 agosto 2011 la sede è a Villa Guardia. Infine, il servizio di Sondrio, dopo sei anni di attività all’ospedale cittadino, dal 1990 è collocato all’aviosuperficie di Caiolo. I cinque elicotteri hanno come territorio di riferimento l’intera Regione, pur mantenendo un’area di competenza preferenziale coincidente con l’area in cui sono dislocati. Nulla vieta agli elicotteri lombardi, in caso di soccorso primario richiesto da Centrali Operative confinanti extra regionali o di altre necessità, di volare in altre regioni o nazioni.

"L'Elisoccorso lombardo - sottolineano le autrici - è un modello d'eccellenza a livello nazionale e internazionale. Dopo anni trascorsi in prima linea a raccontare notizie di pazienti soccorsi dagli operatori, di interventi spettacolari, di storie a lieto fine e di potenziamenti all’avanguardia, abbiamo pensato che fosse importante raccontare la storia e lo sviluppo del servizio. E ancora una volta abbiamo individuato nella Fondazione Pro Elisoccorso un interlocutore attento che ne ha permesso la pubblicazione. Una sensibilità che abbiamo trovato anche nell’editore, che fin dai primi momenti ha colto il messaggio che il libro voleva dare".

Il volume è stato scritto nella prima fase della pandemia causata dal virus SARS-CoV-2. "La Lombardia – aggiungono – è stata travolta da un altissimo numero di casi e ha registrato un elevato numero di vittime, anche tra gli operatori. Il sistema di emergenza-urgenza e quello ospedaliero hanno reagito in maniera eroica e ci è sembrato doveroso dare conto anche di questo impegno e sacrificio. Visto il fine benefico dell’iniziativa editoriale, invitiamo tutti gli appassionati e i lettori a contribuire alla raccolta fondi della Fondazione".

"Non solo la fornitura di attrezzature e mezzi – afferma Cesare Cardani, Presidente della Onlus – ma anche la diffusione della cultura del soccorso è stata ed è tra i suoi obiettivi. È con una certa soddisfazione che si può dire che oggi, accanto all’eccellenza degli uomini e dei mezzi impiegati sul campo, possiamo annoverare una diffusa consapevolezza dell’opinione pubblica, come sta a dimostrare la cospicua affluenza nei giorni di porte aperte presso le basi. La Fondazione si interroga oggi sugli sviluppi e sui traguardi futuri, ispirandosi però a ciò che è stato e agli insegnamenti che vengono da questi affannosi tempi presenti per meglio servire la comunità negli anni a venire. Sono certo che le parole e le immagini, così coinvolgenti e immediate, aiuteranno i lettori a fare propria la causa della Fondazione».

 

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