COMO - Gli oltre ventimila lavoratori frontalieri lariani, che in questi giorni riceveranno una lettera del Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, per rassicurarli sul fatto che non dovranno pagare nulla in più per farsi visitare, compiere un esame o essere ricoverati in ospedale. Lo scrive Il Giorno, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti i lavoratori che quotidianamente si recano in Svizzera.
"Sono lieto di comunicare che potrete chiedere il rimborso di quanto avete versato in questi anni per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, rivolgendosi all'Ats – scrive Maroni agli oltre 55mila frontalieri che risiedono nei territori delle Ats dell’Insubria (ex Asl di Como e Varese) e della Montagna (Sondrio, Valle Camonica, e Alto Lario -. Negli scorsi mesi le Asl hanno richiesto l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, applicando precise direttive ministeriali sui lavoratori frontalieri e sui titolari di pensione in Svizzera".
Maroni nei mesi scorsi era stato accusato da opposizioni e sindacati di aver introdotto una tassa per la salute a carico dei frontalieri, mette le mani avanti e racconta la sua versione. «Regione Lombardia - precisa il presidente - si è opposta a queste direttive. Con una mia lettera al ministro della Salute e al ministro dell’Economia e delle Finanze ho chiesto un chiarimento urgente sulla questione. Lo scorso 8 marzo il ministero della Salute ha riconosciuto la validità della posizione espressa da Regione Lombardia, ovvero che i lavoratori frontalieri e i titolari di pensione in Svizzera contribuiscono già al sistema fiscale nazionale e non devono corrispondere ulteriori contributi per l’iscrizione al Servizio Sanitario".






