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FRONTALIERI – In arrivo nel comasco 6 mln dai ristorni e 22 dal Ministero dell’Economia

lunedì, 4 dicembre 2017

MILANO - "Grazie ai nostri lavoratori frontalieri, anche quest'anno le Province e i Comuni di frontiera, avranno risorse essenziali per i servizi e lo sviluppo del territorio". Così l'assessora al Reddito di Autonomia, Inclusione sociale e Post Expo di Regione Lombardia e delegata ai rapporti con la Svizzera Francesca Brianza, nel corso della conferenza stampa post Giunta, oggi a Palazzo Lombardia.

I ristorni sono le tasse che i lavoratori italiani, residenti nella fascia di confine, hanno versato alla Confederazione svizzera nell'ambito del proprio lavoro. In base all'accordo fiscale del 1974, una parte di queste somme, vengono ristornate alle Regioni che a loro volta le destinano agli Enti locali.

"Quest'anno - dichiara l'assessora - le somme attribuite alle Province, in base ai criteri di Regione Lombardia, ammontano a quasi 14 milioni di euro. Alla Provincia di Varese andranno circa 7.6 milioni di euro, e alla Provincia di Como 6.1, 77.911 euro alla Provincia di Lecco e 69.648 euro alla Provincia di Sondrio. A queste risorse - puntualizza Brianza - si aggiunge la fetta più grande: 22.867 milioni di euro per i Comuni della provincia di Como e 21.743 milioni di euro per i Comuni della provincia di Varese, ripartiti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze secondo i criteri stabiliti da Regione Lombardia".

"Queste risorse - prosegue Brianza - sono di vitale importante per i nostri Comuni. Per questo motivo esprimiamo seria preoccupazione per il nuovo accordo fiscale tra Roma e Berna, che non prevederebbe l'esistenza dei ristorni stessi. Dopo l'esito del referendum per l'autonomia - conclude Brianza - abbiamo infatti chiesto al Governo che gli accordi internazionali con gli Stati confinanti la Lombardia, vengano definiti con la nostra partecipazione, e che sia possibile istituire le Zes (zone economiche speciali) così da favorire, attraverso la concessione di agevolazioni fiscali, sviluppo economico ed occupazione per le aree di confine".

 

 

 

 

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