EMERGENZA PROFUGHI – Gazebo della Lega nord il 6 agosto a Como

venerdì, 5 agosto 2016

COMO - Da molti giorni la Lega Nord a Como sta combattendo per far tornare alla normalità la stazione di San Giovanni. Infatti sono ormai centinaia i profughi che si trovano giorno e notte all'interno della struttura o nel parco adiacente.

"La stazione di Como è ormai irriconoscibile. Si tratta di una porzione di città strappata ai cittadini e diventata terra di nessuno dove le norme non valgono più. In poche settimane i clandestini da una cinquantina sono diventati più di 300 e la "macchina" del soccorso e dell'assistenza potrebbe arrestarsi da un momento all'altro". Lo dichiara con forza Alessandra Locatelli, segretario Cittadino della Lega Nord di Como, che sta quotidiamento tenendo monitorata la situazione con sopralluoghi nell'intera area adiacente la stazione S. Giovanni di Como.

"Le condizioni drammatiche in cui sono costretti a vivere i clandestini - spiega Locatelli - non sono più accettabili per loro e nemmeno per noi. Ci sono tende, coperte e rifiuti sparsi in tutto il parco, vestiti stesi sullo scalone che porta all'ingresso e gente buttata per terra sotto i portici, anche di fronte ai binari, a tutte le ore del giorno e della notte. Mancano i controlli sanitari e le forze dell'ordine sono costrette a turni pesantissimi e ad orari straordinari per garantire un presidio costante 24 ore su 24"

"Ingiustificabile  - chiosa - l'assenza delle Istituzioni e credo sia giunto il momento di chiedere anche ai cittadini indignati di sollecitare Sindaco e Prefetto, richiamandoli alle loro responsabilità. Per questa ragione annuncio che sabato 6 agosto la Lega Nord di Como sarà presente con un gazebo in via Boldoni dalle ore 9.30 alle ore 19.30. Pertanto invito tutti i cittadini, che si sono accorti dello stato di degrado e ingestibilità dell'emergenza clandestini in stazione, a raggiungere il nostro gazebo. In questa occasione potranno firmare l'esposto all'attenzione di sindaco e prefetto, che provvederemo a protocollare nei rispettivi uffici di competenza a partire da lunedì 8 agosto"

"Questa iniziativa - conclude - è aperta a tutta la cittadinanza ed è tesa a sollecitare le Istituzioni locali, che invece non hanno ancora coscienza di quello che sta accadendo, per provvedere tempestivamente dapprima allo sgombero degli spazi illegalmente utilizzati per l'accoglienza, e poi procedere al ripristino di una condizione di normalità. È necessario evitare che altri clandestini partano con false speranze. La Svizzera ha provveduto coerentemente a presidiare i propri confini e da li non passeranno, ma non possono nemmeno restare a Como. Si tratta di persone che non intendono farsi identificare nel nostro paese e che dunque non faranno richiesta d'asilo. Devono essere rimpatriati".

 

 

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