DUE GIUGNO – Il discorso del vicesindaco Pavesi in piazza Garibaldi

venerdì, 2 giugno 2017

CANTÙ – Dopo la sfilata del corteo tra viale Madonna e piazza Garibaldi, la prima parte del 2 giugno canturino si è conclusa formalmente intorno alle 10, quando il vicesindaco Francesco Pavesi – al termine di un discorso durato una decina di minuti – ha dato ufficialmente il via alla quinta edizione della manifestazione “Sport in città 2017”. Al discorso del vicesindaco hanno assistito numerose associazioni sportive della città, e tra il pubblico figuravano anche moltissimi bambini.

“Abbiamo scelto di abbinare la festa della Repubblica con la festa dello Sport, pensando che fosse importante creare momenti di aggregazione e di consapevolezza civile soprattutto tra i più giovani – ha affermato Francesco Pavesi; - La ricorrenza del 2 giugno vuole ricordare tre momenti di importanza cruciale per il nostro Paese: il primo è rappresentato dal referendum che decise la forma di governo della nazione, una nazione appena uscita dalla seconda guerra mondiale e dal ventennio fascista. E il nostro Paese, seppur profondamente diviso, in quel momento scelse la forma repubblicana. L’affluenza fu altissima (su 28 milioni di aventi diritto votarono ben 25 milioni di persone), e il 54% delle preferenze sancì il passaggio dalla forma monarchica a quella repubblicana. Con il riconoscimento dei propri diritti, ogni cittadino si trasformò in un soggetto attivo, non più passivo, e ognuno fu chiamato a fornire il proprio contributo per la costruzione e per il miglioramento del Paese. Giuseppe Dossetti, uno dei padri costituenti, parlava infatti di “democrazia reale, sostanziale, favorente non solo una certa uguaglianza e solidarietà, ma favorente soprattutto il popolo: non più inteso come un oggetto della politica, ma come un soggetto consapevole di azione politica”. La forma repubblicana, secondo Dossetti, nasce affinché ciascun cittadino si faccia carico del proprio Paese, affinché ognuno si senta un soggetto attivo della vita politica. Ma non è sufficiente affermarlo: è necessaria anche l’educazione alla vita politica. Diversamente si passa al populismo, e non è un bene”.

Francesco Pavesi si è poi soffermato sulla fondamentale importanza del suffragio universale e sull’assemblea costituente: “Il 2 giugno del 1946, per la prima volta, le donne italiane poterono recarsi al voto ed essere elette. 21 donne poterono sentirsi parte integrante del primo parlamento della Repubblica, e la prima donna ad assumere la direzione di un ministero fu Tina Anselmi, una partigiana. Il terzo motivo per cui ricordiamo il 2 giugno – continua Pavesi – è il voto per l’assemblea costituente: in quei giorni iniziò a prendere forma la costituzione che ancora oggi governa i principi su cui si fonda il nostro Paese, e nella sua prima parte non ha certamente nulla da invidiare alle leggi degli altri stati che ci circondano. Vorrei ricordare soprattutto un articolo, quello che rappresenta il principio ordinatore di tutti gli altri, l’articolo da cui discende la regolamentazione di ogni attività: è l’articolo secondo, quello in cui si menzionano i diritti inviolabili dell’uomo. Il suo contenuto è di importanza cruciale: la nostra costituzione è costruita pensando che la persona umana viene prima di ogni cosa. La persona viene prima dello Stato. I diritti delle persone esistono in quanto tali, non sono stati creati dalle leggi dello Stato, e ogni legge non può certamente ignorarli. Giorgio La Pira, un altro padre costituente, affermava che “la personalità di ciascuno si svolge attraverso l’appartenenza organica a successive comunità sociali, nelle quali esse è inclusa e attraverso le quali si sviluppa e si perfeziona”. La partecipazione e la relazione con gli altri sono pertanto di fondamentale importanza per lo sviluppo della personalità individuale, e il fine dello Stato, secondo La Pira, consiste nel sostenere e nel promuovere questi fondamentali diritti dell’uomo. Il nostro Stato è costruito sul principio che antepone la persona a qualsiasi ordinamento, con diritti fondamentali che devono essere difesi, sostenuti, tutelati”.

R. I. 

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