DIFFIDA – Festa del Sacrificio, Arosio ai musulmani: “Non osino sfidarci”

mercoledì, 30 agosto 2017

CANTÙ – “Non osino sfidarci”. È questo l’avvertimento lanciato dal sindaco Arosio ai membri della comunità islamica di Cantù e a Omar Bourass, presidente dell’associazione Assalam, ai quali è stato formalmente richiesto di non celebrare la festività del Sacrificio all’interno dell’immobile di via Milano 127/d. Il tradizionale rito musulmano si celebrerà a partire da giovedì 31 agosto, e il timore dell’amministrazione è che la comunità musulmana possa decidere di festeggiare la ricorrenza all’interno dell’edificio di via Milano, un immobile in cui “non si può pregare”. In caso di violazione, l’amministrazione minaccia di rivolgersi direttamente al Prefetto o alla Procura della Repubblica.

“A seguito della reiterata inosservanza di un’ordinanza comunale sull’utilizzo improprio dell’immobile di via Milano, l’amministrazione ha deciso di rispondere con un atto forte e radicale – afferma il sindaco Edgardo Arosio; - Ad oggi non è pervenuta nessuna richiesta di utilizzo per gli spazi di via Milano, per cui presumiamo che quella struttura sarà utilizzata per le celebrazioni”.

Nel capannone in questione, dopo alcuni controlli effettuati negli scorsi giorni dalla Polizia Locale, è stata riscontrata la presenza di tappeti da preghiera e di alcune copie del Corano, e in tre diverse occasioni è stato accertato che le persone presenti all’interno dell’immobile erano più di 200, molte di più della quantità originariamente indicata dall’Associazione Assalam (99).

L’amministrazione, pertanto, ha deciso di diffidare Omar Bourass “dal destinare e/o dall’utilizzare l’immobile di via Milano 127 e le relative pertinenze, a luogo di celebrazione di qualsivoglia culto o celebrazione religiosa”. L’atto di diffida, secondo il sindaco Arosio, rimarca in maniera notevole la profonda differenza che intercorre tra la precedente amministrazione e quella attuale, che ha deciso di intervenire con “un forte atto politico di diffida e di intimidazione” in risposta “all’atteggiamento di sfida” recentemente assunto dalla comunità musulmana. “Noi preferiamo la diffida”, ha affermato in maniera eloquente Edgardo Arosio.

“In caso di violazione – afferma il vicesindaco Matteo Ferrarisi configurerebbe un reato penale, perché l’immobile di via Milano non può essere sfruttato per scopi religiosi. Se i musulmani dovessero utilizzarlo per la festa del Sacrificio – conclude l’azzurro – si chiederà alla Procura di aprire un fascicolo”. La posizione del vicesindaco è stata confermata anche dall’onorevole Nicola Molteni: “In quell’edificio si possono fare mobili, armadi e sedie, ma non si può pregare. Ognuno deve rispettare le regole”.

In vista della festa del Sacrificio, il sindaco ha annunciato di aver predisposto – in accordo con la Prefettura e con le forze dell’ordine, già opportunamente allertate – una serie di controlli per “verificare e analizzare qualunque movimento che possa avere a che fare con l’utilizzo della struttura di via Milano”.

R. I. 

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