DE AMICIS – Pagani: “Si salvino il patrimonio e la vocazione culturale dell’Istituto”

mercoledì, 14 dicembre 2016

Antonio paganiCANTÙ – Il destino del collegio De Amicis si compirà nell’estate del 2017, quando le chiavi della scuola saranno ufficialmente consegnate alla Fondazione ambrosiana cultura ed educazione cattolica (Facec).

Sull’importanza dell’Istituto – che ha più di cent’anni di storia – è recentemente intervenuto il consigliere comunale Antonio Pagani, il quale, in una nota, ha voluto sottolineare la cruciale influenza esercitata dal collegio sulla formazione individuale di numerosissimi studenti, esprimendo il proprio personale punto di vista sul futuro impiego dello stabile.

“Il collegio De Amicis ha rappresentato un pezzo importante della storia della città, e sono moltissimi i cittadini che ricordano con gratitudine il ruolo che il collegio ha ricoperto nella loro formazione e poi nella loro vita. Con la fine del corrente anno scolastico – prosegue Pagani - si dovrebbero spegnere le ultime luci, quelle tenute accese generosamente e orgogliosamente da un gruppo di ex alunni che si sono assunti la responsabilità e l’onere di prolungarne la funzione”.

Il consigliere Pagani s’è poi soffermato sul futuro utilizzo dell’area, auspicandosi che lo stabile possa continuare a rappresentare un apprezzato punto di riferimento per tutti i canturini. “Si riparla in questi giorni del futuro dell’area occupata dall’ormai ex-De Amicis – si legge nella nota - e se è vero, com’è vero, che si tratta di un’area privata, è fuori di dubbio che trovare una soluzione che ne mantenga le caratteristiche di pubblica utilità, salvaguardandone il più possibile la vocazione culturale, è dovere della città, in tutte le sue espressioni”.

Nella sua parte conclusiva, l’intervento di Pagani si concentra sulla salvaguardia dell’inestimabile patrimonio culturale racchiuso all’interno della scuola, definito dallo stesso consigliere un vero e proprio “tesoro della città”.

“Le migliaia di libri, molti anche datati, le centinaia di minerali, le decine di animali imbalsamati, le numerose attrezzature scientifiche, l’altare in legno realizzato dai fratelli Rigola e il crocefisso del Molteni sono il frutto della passione e del lavoro di diverse generazioni di insegnanti, di studenti, di educatori e di benefattori. Questo patrimonio, contenuto in un complesso immobiliare peraltro già parzialmente tutelato, fa parte del “tesoro della città”, come lo è la basilica di Galliano; tesoro del quale dobbiamo reclamare la custodia e al quale dobbiamo trovare una degna sistemazione e un proficuo futuro”.

 

 

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)