CROCE ROSSA – “I volontari anonimi? Tirano il sasso e nascondono la mano”

mercoledì, 3 maggio 2017

CANTÙ – Alcuni volontari della Croce Rossa di Cantù, nelle scorse settimane, hanno inviato una lettera anonima al Fatto Quotidiano per lamentarsi di “turni massacranti da 12 ore”, del numero effettivo dei volontari in attività – secondo alcuni sarebbero solo 100 - e di presunti comportamenti poco professionali di alcuni volontari durante le uscite in ambulanza.

La notizia ha rappresentato un vero e proprio fulmine a ciel sereno, e dalle parti di via Ariberto alcuni volontari si stanno tutt’ora domandando chi abbia avuto il coraggio di compiere un passo di tale portata, arrivando addirittura a sottoporre i problemi della sezione a un quotidiano nazionale.

“Sono d’accordo con le dichiarazioni del presidente Francesco Rocca – afferma Mauro Briccola, uno dei responsabili della Croce Rossa di Cantù; - Ovviamente ho letto anche io l’articolo del Fatto, ma le informazioni riportate sembrano assolutamente fasulle: non dico che il lavoro dei volontari sia privo di inconvenienti – come si può ben immaginare – ma i turni sono perfettamente regolari, su questo non v’è alcun dubbio”.

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Sulla vicenda, negli scorsi giorni, era intervenuto anche il presidente nazionale della Croce Rossa, Francesco Rocca, che si era soffermato sul “comportamento spregevole” degli autori della lettera e sulla sconvenienza degli appelli in forma anonima. Un punto su cui sembra trovarsi d’accordo anche il canturino Briccola: “Tirano il sasso e nascondono la mano, il loro comportamento è abbastanza contraddittorio”.

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