COMO - Riprenderanno, forse, entro la fine di maggio i lavori sul lungolago per la realizzazione delle paratie. E’ in pratica l’unica notizia inedita emersa dal Consiglio Comunale che si è svolto lunedì sera a palazzo Cernezzi, dove per oltre un paio d’ore a sfilare sui banchi del consiglio sono stati progettisti della terza variante dell’opera che si sarebbe dovuta inaugurare a fine dicembre del 2010 e invece appare come l’ennesima eterna incompiuta del capoluogo. “Avrei voluto non occuparmi delle paratie – ha messo le mani avanti a inizio serata il sindaco, Mario Lucini – invece ho dovuto farle e insieme alla Giunta e i tecnici ci siamo adoperati per riuscire a far ripartire l’opera, recuperando anche a delle gravi carenze che c’erano nei primi due progetti”.
Di sicuro i costi sono più che raddoppiati, passati dai 15 milioni e 763mila euro dell’intervento approvato ormai dieci anni fa dalla Giunta Bruni, ai 32 milioni e 958mila euro dell’ultima variante, senza contare gli oltre 11 milioni di euro richiesti da Sacaim (l’azienda che ha vinto l’appalto per la realizzazione delle opere di difesa idraulica) di penale per il fermo cantiere e contestazioni varie. Una montagna di denaro anticipata dallo Stato attraverso la legge Valtellina (13 milioni e 944mila euro), dalla Regione (15 milioni e 400mila euro) e dal Comune (3 milioni e 600mila euro).
“Una variante inutile – ha liquidato l’intervento l’ex assessore al Bilancio Sergio Gaddi, ora in minoranza tra le fila di Forza Italia – si sarebbe potuto seguire il progetto originario e concludere l’opera nei tempi previsti, ma il sindaco Lucini ha voluto lasciare un segno del suo passaggio modificando l’opera”. La sua non è stata l’unica voce contraria tra le opposizioni. “Il sindaco e la sua maggioranza hanno detto che avrebbero cambiato il passo alla nostra città e qualcuno ha capito che avrebbero cambiato direzione, specie in merito ad alcune opere controverse – ha ironizzato Alessandro Rapinese nel suo intervento – Invece non solo non hanno cambiato idea, ma si sono messi a correre, superando anche ciò che di sbagliato aveva fatto il centrodestra prima di loro”.






