COMO - Un centinaio di persone hanno risposto all'appello lanciato da Fratelli d'Italia e i partiti della destra italiana per dire no alla conversione della caserma di via Borgovico in centro di accoglienza profughi. "E' un questione di sicurezza e ordine sanitario e pubblico - tuona il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Marco Mainardi - in una città a vocazione turistica l'amministrazione provinciale sceglie di ospitare altri profughi dimostrando ancora una volta con i fatti quali sono le loro priorità. In accordo con le scelte attuate dal proprio partito a livello nazionale la Livio ha scelto di indossare la maschera del buonismo per dare avvio a una politica di accoglienza incontrollata che va a favorire solo quelle fantomatiche cooperative sociali, a stampo solidale. Ma se andiamo a vedere a fine anni i bilanci di queste stesse cooperative c'è ben poco di solidale".
Insomma per Mainardi la questione non può essere ridotta a un semplice "si li accogliamo" o no "li rifiutiamo": l'accoglienza dei profughi deve essere scelta pensando all'impatto che il loro arrivo può avere su una città. "La coperta è troppo corta, ci sono attualmente milioni di italiani in gravi difficoltà ma per loro non esistono cooperative sociali". Rifiuta l'etichetta di razzista Mainardi che aggiunge "il problema dell'immigrazione non si risolve con un'accoglienza incontrollata ma con un'azione differente: con il controllo delle coste libiche e con la richiesta all'Europa di intervenire in Africa per capire la situazione. Non sono tutti profughi di guerra e soprattutto l'Italia o in questo caso Como non può farsi carico del problema per intero".
Presenti alla manifestazione anche il consigliere regionale Francesco Dotti e l’ex senatore Alessio Butti.






