CANTÙ - Il rammarico per aver solo sfiorato l'impresa contro la capolista Brescia è parecchio in casa Cantù dopo l'84-88 finale del Pala Banco Desio.
Le parole del coach canturino Marco Sodini: "Questa sera temevo l’energia di Brescia, perché dopo la pausa sapevo potesse darci dei problemi. Dopo due quarti di gioco ho capito che i miei dubbi erano fondati. Se hanno vinto nove partite consecutive un motivo ci sarà. È la squadra, insieme a Varese, che ci ha messo più in crisi. Con 5 giocatori perimetrali sono riusciti a metterci in seria difficoltà, specialmente nel primo tempo. Burns e Crosariol hanno iniziato male proprio per questo motivo, i nostri giocatori interni hanno faticato davvero, non trovando subito la quadra. Il nostro piano partita era non prendere troppe triple ed, invece, nei primi 6’ abbiamo praticamente preso solo tiri da fuori. Le nostre energie fisiche e mentali ci hanno permesso ancora una volta di batterci punto a punto ma non abbiamo avuto lucidità nel finale. Brescia, invece, è stata chirurgica e brava a colmare le proprie lacune con una buona tattica. Ci abbiamo messo due quarti a trovare l’energia giusta, cosa mai successa prima d’ora. Faccio comunque i complimenti ai miei ragazzi, non mollano mai, si sono confermati una squadra con carattere. Una cosa, però, dobbiamo provare a farla: per fare il salto di qualità ci serve essere più lucidi, oltre a distribuire la nostra intensità su tutta la partita. Non riusciamo a produrre quello che vorremmo. Giochiamo una bella pallacanestro ma dobbiamo essere concreti, 50 punti in casa sono troppo nel solo primo tempo. Qualcuno ci ha dato tra le papabili otto per andare alla Final Eight di Coppa Italia, a queste persone rispondo che siamo a 4 punti dall’ultimo posto".






