CANTÙ - È un tassello molto importante quello che avrà d'ora in avanti a disposizione coach Kurtinaitis, ovvero Alex Acker, americano con passaporto italiano (a referto conterà come comunitario senza necessità di Visto) acquisito grazie al suo matrimonio con una ragazza canturina.
Il giocatore originario di Compton, Los Angeles, si è allenato nelle ultime due settimane con la Red October e l’occasione di poterlo firmare è stata colta al volo dallo staff canturino: “Abbiamo deciso di inserirlo perché avevamo la necessità di un esterno – ha spiegato Kurtinaitis – e l’abbiamo provato anche nel ruolo di playmaker. Eravamo da qualche tempo attivi sul mercato e quando i medici ci hanno dato l’ok l’abbiamo preso al volo”.
Giocatore trentatreenne di grande esperienza, draftato dai Detroit Pistons per la stagione 2005-06 e con una carriera europea passata anche da Barcellona e Olympiacos, Acker ha caratteristiche tali per giocare negli spot 1, 2 e 3, potendo dare così una grossa mano a Pilepic e Darden, che nelle prime uscite stagionali sono stati in campo parecchi minuti.
“Sono davvero entusiasta di essere qui – ha detto Acker – perché questa è la situazione migliore che potesse capitarmi. La mia famiglia è di Cantù e volevo restare in Italia per star loro accanto e, avendo 33 anni, era il momento di cercare il posto più vicino possibile per giocare. È la decisione migliore che potessi prendere”.
Effettivamente ha del magico questa storia, Alex Acker era, in un certo senso, già da canturino e ora giocherà proprio per i colori biancoblu: “Credo che il solo limite di questa squadra sia il cielo – ha affermato il canturino (è davvero il caso di chiamarlo così) –, il gruppo è affiatato e le cose sono andate bene da quando sono arrivato, con due vittorie, ora sono pronto a mettermi al servizio del coach e dei compagni”.
Reduce dalla scorsa stagione ad Avellino con Pino Sacripanti, dove la situazione era simile alla Red October con una squadra costruita tardi che poi si rese protagonista di un campionato eccellente, Acker sarà l’ottavo straniero e quindi potrebbe rientrare nel turnover che di volta in volta deciderà coach Kurtinaitis: “L’obiettivo deve essere quello di competere per vincere ogni partita – ha continuato Acker – e deciderà l’allenatore cosa fare. Noi ci alleneremo con il massimo dell’energia possibile, senza pensare a chi gioca e chi no”.
Senza dubbio la capacità dell’americano di coprire più ruoli è un vantaggio, può assistere i compagni da play o crearsi tiri da guardia, oltre che dare una mano concreta nello spot di ala piccola; un giocatore così è oggettivamente oro colato e Cantù, dopo la sfortuna per lo stop di Dowdell, ha pescato alla grande con Waters e Acker.
Domenica potrebbe quindi esordire in maglia canturina, e le sue parole da neo-biancoblu, il solo limite di questa squadra è il cielo, non possono che far sperare i tifosi in un campionato dalle molte soddisfazioni.
Davide Porro







