CRONACA – Sono due i finanzieri comaschi arrestati per rapina

giovedì, 23 aprile 2015

COMO - Non uno, ma addirittura due i finanzieri comaschi arrestati dai Carabinieri della Compagnia Milano Duomo, che questa mattina hanno dato esecuzione a 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone italiane, indagati a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine. I componenti della banda si fingevano militari della Guardia di Finanza per mettere a segno i loro colpi. Nella banda, però, c’erano anche due militari veri, di 42 e 45 anni, entrambi appuntati della stazione di Como, dove prestano servizio da oltre dieci anni. Come loro sono state arrestate altre 8 persone, anche se le ordinanze di custodia cautelare eseguite oggi sono complessivamente 9. Tutti pregiudicati e in un paio di casi in carcere sono finiti addirittura padri e figli.

L'indagine è partita nel marzo 2014 dopo i furti avvenuti il 28 marzo negli appartamenti di due sorelle a Milano in via Tolentino, a poca distanza dalla caserma dei Carabinieri in via Monti. Quella mattina un gruppo di finanzieri bussò alla porta di Roberta Tadini, 55 anni, residente in via Tolentino, simulando una perquisizione. Ma una volta dentro gli uomini si rivelarono per quello che erano, terrorizzando la signora e costringendola a consegnare denaro e gioielli. Non contenti si fecero accompagnare in via Vincenzo Monti, a casa della sorella, dove il copione si ripetè identico per un bottino finale di oltre 200mila euro. I rilievi dei carabinieri però mostrano un'impronta digitale appartenente a S.C., un pregiudicato di origine siciliana che viene subito arrestato. Da qui in poi i carabinieri iniziano a indagare sulla gang dei falsi finanzieri, finché nell'ottobre scorso gli inquirenti scoprirono che almeno uno degli uomini era davvero un appuntato della Guardia di Finanza: la gang tentò un colpo a Valenza presso la ditta "Batazzi Metalli Preziosi", ma la presenza di telecamere ovunque dissuase i malviventi.

Neppure una settimana dopo e la banda tentò un nuovo colpo a Dalmine, dove quattro dei criminali vennero arrestati in flagranza di reato, e uno di loro si rivelò essere S.C., 44 anni, in servizio presso la Guardia di Finanza di Como. La Guardia di Finanza iniziò subito a collaborare con l’Arma. Ulteriori indagini hanno permesso stamattina di smantellare definitivamente la gang con altri cinque arresti, tra cui anche l'appuntato A.M., 41 anni, anche lui in servizio a Como. Gli altri arrestati tra oggi e l'ottobre scorso sono tutti pregiudicati: C. e D.L., padre e figlio, 68 e 47 anni, A. e G.P., 50 e 22 anni, anch'essi padre e figlio, e poi M.G., 51 anni, G.G., 51 anni, e G.A., 44 anni. Ognuno dei banditi aveva un ruolo preciso, dalla logistica alla raccolta informazioni fino al gruppo operativo. I due appuntati infedeli sono stati sospesi dal servizio.

C. B.

 

 

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