SVIZZERA – Ai ticinesi non piacciono i frontalieri: vince la Lega con un programma antitaliani

martedì, 21 aprile 2015

svizzeraCOMO - Gettare la croce addosso agli altri paga, specie in campagna elettorale. Una regola che vale in Italia e anche nel vicino Canton Ticino dove sabato di votava per il rinnovo del Gran Consiglio (l’equivalente del nostro Consiglio Regionale) e per il Consiglio di Stato, che ha invece un ruolo di Governo. Alla fine a spuntarla è stata la Lega dei Ticinesi, grazie a una campagna tutta di pancia combattuta a suon di slogan contro gli italiani che da queste parti sono visti come il fumo negli occhi, specie se appartengono alla categoria dei frontalieri.

Il partito fondato da Giuliano Bignasca ha ottenuto il 27,7% di voti, riuscendo a mandare due suoi uomini nel Consiglio di Stato, come aveva fatto quattro anni fa, ma questa volta senza l’aiuto dell’Udc. Più votato Claudio Zali, il consigliere di Stato che ha ottenuto le preferenze maggiori 83.307, probabilmente anche grazie alla sua proposta di introdurre una tassa, ad esclusivo carico dei frontalieri, per posteggiare la loro auto anche nei luoghi di lavoro. Dietro a lui il compagno di partito Norman Gobbi con oltre 73mila voti, più staccati Paolo Beltraminelli con oltre 45mila voti e Manuele Bertoli che ha ottenuto oltre 43mila voti.

Così la Lega dei ticinesi, mantiene due ministri all’interno nell'esecutivo cantonale e si conferma leader staccando di misura il Partito liberal-radicale, fermo al 26,2%, mentre il Partito popolare democratico (democristiano) segue al 17,5%, il Partito socialista non va oltre il 14,8%, i Verdi sono fermi al 6,5%. In virtù di queste percentuali entrano nel Gran Consiglio liberal-radicali, popolari Democratici e socialisti che avranno un ministro ciascuno. Un alchimia non semplice da gestire con la Lega dei Ticinesi, specie sui temi legati all’economia e al lavoro.

Diversi gli equilibri al Consiglio di Stato dove il Plr ottiene il primato in parlamento con 24 seggi e una percentuale di 26.73%. La Lega ottiene 22 seggi (24.22%). Segue il PPD con 17 seggi (18.53%), quindi il Partito socialista che ottiene 13 seggi (14.68%). Infine i Verdi ottengono 6 seggi (6.02%), La destra con 5 seggi (5.74%) l'MPS si aggiudicano due seggi (1.45%) ed entra in parlamento anche Montagna Viva con un seggio e una percentuale di 1.24%.

Rispetto al 2011 il PLR guadagna un seggio anche se sarebbero due in quanto nella scorsa legislatura il Plr aveva perso Morisoli in corso d'opera. Guadagnano un seggio anche la Lega e l'MPS-PC. Il PPD invece perde due seggi, mentre il Ps ne perde uno, come pure i Verdi. La Destra resta con 5 seggi come nel 2011, mentre a sorpresa entra in Parlamento Montagna Viva con un seggio.

 

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