Leggo oggi di dichiarazioni del sindaco riguardo la votazione della mozione da me proposta (e firmata in prima istanza dagli altri consiglieri di minoranza) alla quale anche lui ha aderito con il suo voto.
Afferma, il sindaco, che ciò è avvenuto dopo le modifiche apportate dalla maggioranza al testo iniziale che "ne hanno modificato sostanzialmente il contenuto" (n.d.r.) tanto da fargli cambiare parere rispetto alla decisa opposizione alla sua approvazione espressa nel suo ultimo intervento prima della votazione stessa.
Il sindaco predilige sempre le "interpretazioni (=le sue) dei fatti" rispetto all'evidenza dei fatti stessi (= l'oggettività) probabilmente perché ritiene più facile, in questo modo, convincere gli altri del proprio parere. E anche in questo caso prosegue con il suo cliché.
Allego il testo della mozione approvata in Consiglio comunale nella versione con modifiche (in rosso barrato la parte originale e evidenziata in verde la parte modificata) per permettere di verificare come minime e solo formali siano state le modifiche tra le quali la maggioranza a chiesto di esplicitamente di sostituire INVITA con AUSPICA e il resto è stato introdotto di comune accordo per una maggiore chiarezza in ordine alla azioni da intraprendere (faccio presente che il testo della mozione l'ho scritto durante il Consiglio, dopo aver ascoltato l'intervento del Presidente di Pro Cantù).
È evidente che trattasi di interventi meramente formali e non sostanziali.
La verità è che il sindaco, constatato che la mozione sarebbe stata approvata, ha voluto sottrarsi ad una "sconfitta" (che comunque è avvenuta) facendo buon viso a cattivo gioco. Sono "giravolte" non originali; altre se ne sono registrate: quella più recente è il voto favorevole di Silvio Berlusconi al governo Letta dopo essersi reso conto che non avrebbe avuto i voti necessari dai suoi parlamentari, sui quali aveva svolto un pressing notevole nei giorni precedenti.
Antonio Pagani
capogruppo Pd






