PRO CANTÙ – La maggioranza scricchiola. Mercoledì Consiglio

lunedì, 13 aprile 2015

bizzozero vs procantuCANTÙ - A poco meno di una settimana dal Congresso di Lavori In Corso la maggioranza è chiamata a confrontarsi sul delicato tema della Pro Cantù in un consiglio comunale che si prospetta difficile da gestire per la giunta Bizzozero. Se da una parte il sindaco non sembra volere fare retromarcia sulla questione "Pro Cantù" , dall'altra il suo stesso segretario Vincenzo Latorraca e Cantù Rugiada chiedono invece di fare "un passo indietro". Forti erano state le parole scelte dal segretario di Lic per ridefinire la situazione. “Ritengo necessario precisare che le esternazioni del sindaco, sono esclusivamente personali e non riflettono la posizioni della coalizione civica Lavori in Corso”.

Altrettanto dure le parole dei rugiadini che firmavano il comunicato stampa sulla questione dichiarando: "In caso contrario, la nostra lista è pronta ad adoperarsi in favore di Pro Cantù anche presentando una mozione". Insomma la corda che unisce il primo cittadino Claudio Bizzozero alla sua maggioranza sembra sul punto di spezzarsi, sempre che le parti tengano fede alle proprie parole.

"Questa maggioranza ha preso le distanze dal sindaco solo a parole e non nei fatti" accusava il capo gruppo Lega Nord, Alessandro Brianza quasi sposando la visione del Partito Democratico che vedeva nelle scelte di Bizzozero "un abuso di potere". Insomma la minoranza mai così unita contro un sindaco mentre la maggioranza scricchiola e non solo sul tema Pro Cantù.

Nella sera di mercoledì 15 aprile è quindi convocata un'audizione del presidente dell'associazione benemerita Pasquale Di Stefano nella sala convegni di piazza Marconi. Un'occasione per ripercorre la querelle che perdura dal 29 gennaio quando l'anticipazione del rogo della Giubiana scatenò le ire del primo cittadino. Da quel giorno si avviò una "singolar tenzone", un fitto scambio epistolare tra il palazzo di piazza Parini e l'associazione di via Matteotti: chieste e non ottenute le dimissioni del presidente Di Stefano, chieste e non ottenute le teste del Cda, il sindaco ha infine chiesto e ottenuto gli atti del bilancio e un anticipo di circa duemila euro su un ammanco di circa ottomila.

Sfrattata e sotto minaccia di non poter più utilizzare lo stemma comunale come proprio simbolo, l'associazione benemerita, con alle spalle 110 anni di vita e differenti collaborazioni con i sindaci che sono passati da Cantù è rimasta comprensibilmente allibita dalla reazione del sindaco Bizzozero. I soci hanno scelto quindi di rispondere alle accuse di essere un'associazione "che non porta più avanti manifestazioni di interesse pubblico" elencando le iniziativa che porta avanti da oltre un secolo in città: i remigini, il lancio dei palloncini per Babbo Natale, il mese del libro e il concorso letterario Il Tombolo, da cui sembra sia nata la diatriba.

La querelle non manca però di colpi di scena, così poco dopo la Giubiana e con qualche sospetto da parte del Cda della Pro Cantù 50 persone bussano alla porta di via Matteotti 33 per chiedere di far parte dell'associazione. Non solo volenterosi ma già con un programma con date, scalette, spettacoli e gruppi lavoro ben fissati da organizzare sfruttando il nome dell'associazione benemerita. Mercoledì sera quindi si darà avvio all'atto conclusivo della querelle.

 

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