BASKET – Cantù davvero ingiustificabile crolla a Mestre 89-68

domenica, 12 aprile 2015

James Feldeine Foxtown Cantù 02MESTRE (VE) - Finisce 89-68 tra Venezia e Cantù, con Pino Sacripanti che si rivolge alla terna arbitrale per protestare su determinati (non) fischi. Difficile credere che il -21 sia causa degli arbitri, impossibile pensare che l’orribile terzo quarto (34-11 per i padroni di casa) sia nato da chiamate arbitrali discutibili.

La realtà è semplice, l’Acqua Vitasnella ha disputato una partita vergognosa, illudendo i tifosi dopo il primo quarto, terminato 17-21 in favore dei biancoblu grazie ai 10 punti di DeQuan Jones (poi svanito) e all’allungo di World Peace e Feldeine.

Il secondo quarto si apre con il festival dell’errore, triple su triple sbagliate da entrambe le compagini, World Peace è il primo a bucare la retina dopo oltre tre minuti, Recalcati chiama time out ed ecco la svolta: Williams si prende un tecnico, Venezia inizia ad impostare gioco e tutti portano il loro mattoncino alla causa. Prima Ress (14 punti), poi Goss (16 punti, 8 assist, 26 di valutazione), aiutati da Ortner e Dulkys, e Venezia si riporta avanti costringendo Sacripanti a chiamare due time out nel giro di un minuto e mezzo, che non impediscono alla Reyer di chiudere il primo tempo avanti 34-29.

I punti di Cantù nascono però da giocate soliste e il terzo quarto conferma l’attacco totalmente impallato dei canturini, che subisce poi veloci contropiedi; in un attimo i brianzoli finiscono sotto di 11, poi di 23 con Peric (12 punti). Ma a salire in cattedra è Jeff Viggiano, 21 punti e 24 di valutazione, vero protagonista del parziale del terzo quarto con giochi da due punti e triple.

L’ultimo periodo lo vince Cantù (giusto per le statistiche) e sul parquet regna un certo nervosismo, con falli tecnici da una parte e dall’altra, ma soprattutto lamentele continue di Sacripanti (onestamente fuori luogo). In mezzo a tutto questo, gli Eagles giunti al Taliercio hanno sostenuto la squadra, per poi intonare cori consigliando ai giocatori di tirare fuori gli attributi, e lasciando il palazzetto prima della sirena finale.

Rimane un atteggiamento superficiale, una settimana di lavoro in palestra gettato al vento, con Metta World Peace autore di 12 punti con 18 di valutazione (il migliore in entrambe le statistiche), spesso autore di giocate solitarie, come del resto tutta la squadra. Difficile capire perché improvvisamente i biancoblu abbiano smesso di giocare insieme, sicuramente Venezia ha messo in campo tanta energia e fisicità, ma c’era da aspettarselo e Sacripanti ha avuto una sette giorni di tempo per preparare questa sfida.

Giovedì a Desio (già, non al Pianella, il che non rende felice molti tifosi) arriva l’Olimpia Milano e sarà meglio dimenticare questa prestazione, intollerabile e inaccettabile. Una vittoria nel derby sarebbe una ventata d’ossigeno e di orgoglio, anche perché i playoff scudetto sono sempre più lontani.

D.P.

 

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