CANTÙ – Era la fine degli anni '50 e a Cantù si vedevano le prime lambrette e vespe sfrecciare per la città mentre la "compagniuccia della parrocchietta" mirabilmente parodiati da Alberto Sordi in Mammamia che impressione! veniva fotografata al completo fuori dal San Paolo. Si vede Sergio Meroni, il Giuseppe, il Tarcisio, il Pippo Mauri, Giorgio, Anzani e Guglielmo Marelli (il terzo in alto da sinistra) Nino Monti, Carlin Giuvinot, Edoardo Marelli .
I giovani ragazzi di allora classe 1942-1943 riuniti per l'uscita di un pomeriggio di 60 anni fa. Erano gli anni delle ragazze acqua sapone e del ritrovo in oratorio la domenica pomeriggio per giocare, correre in bici tra le salite di una Cantù che si risvegliava dalla fine della Seconda Guerra Mondiale facendosi conoscere nel mondo per la sua grande arte nella lavorazione dei legno e del pizzo.
"Mancherà a tutti Guglielmo" sono le parole commosse Rolando Radice, amico e oggi consigliere dell'associazione Carnevale Canturino unito a Guglielmo dalla passione per i carri. Al suo ricordo si unisce quello degli storici amici, Nino Monti e Carlo Ricci segretario e presidente del Gruppo Fotografico La Pesa, che non potevano che ricordarlo con una foto storica o meglio dire d'epoca.
Il primo l'ha ritrovata nella scatola dei propri ricordi, il secondo ha riconosciuto i visi di quei bambini che fuori dalla chiesa San Paolo si sono lasciati immortalare in uno scatto nel vestito migliore. Era anche l'epoca delle macchina fotografiche analogiche, di quelle che avevano un peso specifico, dei rullini che costavano, dell'attesa per vederle sviluppate e dell'amarezza per una foto venuta male o persa, mica si potevano fare e cancellare come oggi.
Guglielmo cresce mette su famiglia e si appassiona della cartapesta, dedicando il proprio tempo gratuitamente alla costruzione dei carri per Fecchio. Non la frazione dove abitava, ma la frazione che lo ha adottato e dove ha trovato l'amico di una vita Costantino Gerosa: "Ogni pomeriggio ci trovavamo in oratorio, un'usanza che non abbiamo perso negli anni. Fino a poco tempo fa ci incontravamo con i nostri amici al bar per fare l'aperitivo della domenica, per chiacchierare, per parlare. Mancherà Guglielmo". Lo ricorda anche Maurizio Guglielmetti, amico da 20 anni, con lui soci fondatore del Carnevale Canturino.
Probabilmente ora qualcuno starà andando ad aprire il proprio scrigno dei ricordi per recuperare una foto in bianco e nero con l'amico scomparso.







