CANTÙ – Mentre il sindaco guarda in alto e punta a una Lombardia elvetica, federalista e indipendente i cittadini chiedono a questa amministrazione di
guardare in basso, all'altezza del manto stradale. La notizia delle vasche di laminazione per contenere le esondazioni della Roggia ha fatto piacere a tutti, soprattutto a chi quest'estate si è ritrovato l'acqua in casa. Accanto a questo intervento i cittadini delle frazioni chiedono però una costante pulizia dei tombini e delle griglie perché se non si può di certo incolpare l'amministrazione per le piogge tropicali che ci interessano si può di certo interrogarla sulla manutenzione ordinaria.
Guardando sotto i nostri piedi si notano infatti tombini ormai saturi di foglie, scontrini e sabbia. A livello le griglie sono diventate la serra ideale per la crescita delle piante e questo tradotto nei giorni di pioggia significa allagamento. E' ancora vivo tra i cittadini è ancora il ricordo del cedimento dei tombini in via General Cantore che a luglio 2014 hanno portato via con loro un tratto di strada. Le lamentele partite "dal basso" sono valse qualche sporadico intervento di manutenzione nell'anno passato anche se ad oggi l'amministrazione promette che insieme ai lavori di asfaltatura saranno portati avanti dei lavori complessi di riqualificazione stradale, guardando
anche ai tombini. Almeno mettendoli a livello della strada e non disconnessi.
"Repetita iuvant" dicevano i latini e oggi il detto viene ripreso anche dai commercianti delle frazioni, dai residenti di Cantù Asnago che causa piogge, fuoriuscita del fiume e tombini saturi l'anno passato hanno visto arrivare gli aiuti su un gommone. Per arginare un fiume in esondazione necessarie sono le vasche di invaso ma accanto ad esse la comunità chiede dei chiusini puliti che assorbano l'acqua e non rigettino fango unito a fogliame, piantine, scontrini e pacchetti di sigarette.






