CANTÙ - Il cantiere di Expo 2015 non smette mai di stupire e questa volta ci porta nella nostra città, nell'ex chiesa Sant'Ambrogio che da qualche settimana ospita le
chiuse di Leonardo. In corso di restauro grazie al lavoro della scuola di Cesrl in collaborazione con il Politecnico, le opere lignee del celebre genio fiorentino faranno bella mostra di sé ogni fine settimana, quando su volere dell'amministrazione comunale Sant'Ambrogio aprirà i propri battenti al pubblico. Ogni sabato e ogni domenica sino a fine mese Sant'Ambrogio, in piazza Marconi, rimarrà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 18 per permettere non solo ai canturini di meravigliarsi davanti alla chiuse lignee rivisitate da Leonardo da Vinci.
"Abbiamo colto questa bella opportunità al volo, legando il nome della nostra città a Expo - spiega il sindaco Claudio Bizzozero - la nostra città non vanta una grande vocazione turistica e forse siamo spesso canturino-centrici ma subito abbiamo intuito che era un'occasione da cogliere al volo, d'altronde quando mai ci ricapiterà di ospitare Leonardo a Cantù?".
Lavorando in sinergia con l'architetto Elli il Comune ha scelto come location per dare il benvenuto a questo ospite così famoso e ingombrante gli ampi spazi della chiesa sconsacrata di piazza Marconi. "Un luogo che parla da sé, sono sicuro che Leonardo apprezzerebbe questi spazi". Tanti sono gli attori che hanno preso parte a questo progetto, a partire dal dottor Di Napoli responsabile del progetto che sottolinea la duplice valenza del restauro. "Siamo ricchi di beni culturali in Italia che spesso patiscono l'indifferenza della comunità - spiega Di Napoli - per questo il restauro delle chiuse di Leonardo doveva avere una forte valenza formativa". Si inserisce in questo contesto il discorso del sindaco che invita le scuole a visitare le chiuse, previa comunicazione all'ente.
"La bellezza di queste chiuse non risiede in un aspetto puramente estetico, che forse in questo caso è latente - aggiunge Francesco Pavesi, assessore alla Cultura - il fascino delle chiuse di Leonardo sta nel
poter vedere, ammirare e conoscere il grande ingegno, la grande tecnica che fu propria di questo nostro artista. Una figura, quella di Leonardo, che Milano, l'Italia in occasione dell'esposizione Universale si appresta a riscoprire e noi per questo abbiamo dato il nostro contributo".
Le chiuse che prendono il nome dalla Conca dell’Incoronata, inaugurata nel lontano 1496, non sono una creazione ex-novo di Leonardo. Esistevano già ma al suo arrivo a Milano Leonardo decise di impegnarsi per migliorare il funzionamento di queste idrauliche inserendo delle "porte" per facilitare il flusso e deflusso del Naviglio. "L'opera di restauro non è solo un'attività manuale e artigianale è un pensiero"chiude la conferenza Vittorio Amigoni, responsabile del restauro che ringrazia Lucia, Simone, Mattia e Niccolò le mani che hanno lavorato sulle chiuse "togliendo solo la polvere e lasciando inalterati i segni del tempo, per non falsare l'opera".






