CANTÙ - "Sguardi profughi. Pizzata per la Palestina" è un titolo che lascia poco all'immaginazione. La serata organizzata sabato 11 aprile, nelle sale
del circolo Arci di Mirabello, in via Tiziano 5/a, parlerà arabo per affrontare e sensibilizzare la comunità nostrana circa la delicata questione dei palestinesi presenti nei campi profughi del Libano. "Vogliamo sensibilizzare le persone su questo tema, spesso poco conosciuto e falsato dai pregiudizi"spiega Silvia Antenucci.
Silvia è una giovane ragazza canturina, 22 anni appena e una laurea in comunicazioni interculturale. Ha una grande passione, quella per il volontariato, che coltiva sin da giovanissima, quando tra i banchi del liceo frequentava per avere i crediti formativi la Scuola dei Diritti Umani e da cui nasce questa serata.
"Sono stata nel campo profughi Aida, nord di Betlemme dove ho portato il mio aiuto. Ovvero ho tinteggiato le aule della scuola, ho dato una mano per quel che potevo alle maestre e ho portato a termine qualche lavoro di manutenzione del centro". Ha conosciuto e visto una realtà differente dalla nostra Silvia, mettendo alla prova il proprio arabo e la propria umanità.
"Parlando di profughi è impensabile non parlare di immigrazione ma tante volte quello che sentiamo non corrisponde alla realtà, tanti fatti sono ampliati e falsati dalla disinformazione - prosegue la ragazza- gli sbarchi non sono così tanti come sembra e non non siamo invasi. Tante volte l'Italia è solo un paese trampolino verso l'Europa".
Porterà sul palco del circolo Arci la sua esperienza di due mesi ad Aida, raccontando con la propria voce ciò che ha visto con i propri occhi. "Ci sono uomini, non profughi, che scappano dalla guerra perché alla certezza della morte sotto una bomba preferiscono il forse di una vita di stenti in Italia, in Germania o ancora in Danimarca e in Svezia. Sono queste le nazioni verso cui si rivolgono i "profughi"".
"Abbiamo scelto di affrontare questo tema sedendo intorno allo stesso tavolo per una pizzata solidale: pizza, bevande, dolce e caffè al costo di 15 euro - conclude la ragazza - il ricavato sarà poi devoluto all'associazione Beit Atfal Assumoud, che si occupa dei palestinesi in Libano".






