BASKET – Metta World Peace illumina il Pianella, Cantù facile su Capo d’Orlando

sabato, 4 aprile 2015

Foto da legabasket.it

CUCCIAGO - Quattro secondi alla fine del primo tempo, DJO sbaglia il tiro. È un attimo, un oggetto volante non identificato arriva dal lato, salta e inchioda una schiacciata devastante. Benvenuto Metta World Peace!

L’Acqua Vitasnella batte 93-67 l’Upea Capo d’Orlando, in una partita equilibrata solo nei primissimi minuti di partita, con Ivan Buva ad aprire le danze, Gentile e DeQuan Jones a portare i biancoblu avanti 21-9. La partita in realtà è già finita a tre minuti dalla fine del primo quarto, quando arriva il momento più atteso: l’esordio al Pianella di Metta World Peace.

L’impatto è tranquillo, senza forzature, muove la retina con un passo e tiro per il 23-9, mentre i ragazzi di Pino Sacripanti mettono sul parquet un ottimo attacco nel pitturato; Williams è potenza pura, Shermadini si fa trovare sempre pronto, Buva dispensa fini giocate.

È difficile trovare una nota negativa in questa serata, anche quando nel secondo quarto l’Upea prova la zona, Abass la buca con la tripla, i ragazzi di Griccioli non trovano soluzioni facili in attacco e favoriscono i contropiedi di Cantù, con DJO (perfetto in fase di regia) ad alzare un irreale alley-oop per Jones che porta l’Acqua Vitasnella sul +18. World Peace aiuta i compagni, si stringe attorno a loro, e fa esplodere il Pianella con un tap-in volante che entrerà negli annali, 49-24 a fine primo tempo.

Al rientro dagli spogliatoi si riprende ancora con Buva (12 punti e 8 rimbalzi), Sacripanti butta in campo Laganà, Jones si ripete con l’alley-oop, l’amico dei panda infila giocate impossibili facendole sembrare semplici, tra cui un’altra inchiodata e un tiro allo scadere dei 24’’.

Il 93-67 finale è fissato dall’ennesimo immaginifico alley-oop, sempre da DJO per DeQuan Jones. In mezzo a tutto questo c’è anche la prova di Feldeine (15 punti con un battito d’ali), il minuto e mezzo di Maspero e Bloise, la buona prestazione di Gentile.

Capo d’Orlando ha provato a resistere con un buonissimo Pecile, coadiuvato da Archie (migliore dei suoi con 12 punti), Sek Henry e Campbell, e le assenze del Baso e di Soragna si sono ampiamente fatte sentire; a dirla tutta insomma, Cantù ha avuto vita facile, ma ciò che salta all’occhio è l’atmosfera che si è respirata per tutti i 40 minuti, con i canturini a parlare spesso tra loro, caricarsi come non mai dopo un canestro o una buona difesa, scusarsi per un passaggio o un tiro sbagliato.

Non giriamoci intorno, tutto questo è merito del numero 37 (a proposito, 19 punti con 62% dal campo), ma soprattutto è merito di tutto l’organico biancoblu che ha accolto il campione Nba, l’ha aiutato ad inserirsi e ne ha tratto tutta l’esperienza possibile che si porta appresso.

E siamo solo all’inizio, ora sognare i playoff non solo è possibile, è doveroso.

Davide Porro

 

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