COMO - Como si candida a vestire i panni di Capitale della Cultura Italiana per il 2016/17 e Cantù potrebbe darle una mano, con il suo patrimonio di creatività nel campo del mobile e del design, a far pendere verso il Lario la bilancia della Ministero. Mercoledì mattina a Palazzo Cernezzi è stata formalizzata la candidatura del capoluogo, insieme a Cernobbio e Brunate, per rappresentare l’eccellenza della cultura del Bel Paese, grazie a un fitto programma di eventi e manifestazioni che proseguirà per tutto l’anno.
“Como è una città che lega il proprio nome a una dimensione estetica, conosciuta in tutto il mondo grazie alla bellezza del lago e alla tradizione serica. E’ una città che evoca la ricerca e lo sviluppo scientifico, basti pensare a due dei suoi più illustri “figli” Plinio il Vecchio e la sua Naturalis Historia e Alessandro Volta e l'invenzione della pila – ha ricordato il sindaco, Mario Lucini - La presenza di Villa d'Este a Cernobbio quale luogo di incontro per l’economia mondiale, da sempre richiama l’attenzione dei media italiani e stranieri. Como, Cernobbio e Brunate, hanno dimostrato di essere non solo in grado di proporre eventi culturali di qualità, ma di essere anche una Fabbrica della creatività, realizzando spettacoli, festival e kermesse riproposti anche in altre città italiane ed europee, che negli anni hanno contribuito a creare un sistema culturale vivace e innovativo. Sarà l'occasione per sperimentare modalità di produzione e di partnership pubblico-private e un nuovo modello di business legato alla cultura, migliorando anche l'offerta turistica e rendendo il territorio ancora più appetibile”.
Per convincere gli esperti di Roma è stato presentato un progetto ispirato alla musica di Antonio Vivaldi: "Estro armonico: le stagioni del lago", con l’obiettivo di creare un modello che renda la cultura protagonista dello sviluppo economico. “Partiamo da un patrimonio riconosciuto a livello mondiale – sottolinea l’assessore alla Cultura di Como, Luigi Cavadini - Il programma annuale degli eventi culturali di Como, Cernobbio e Brunate, verrà quindi sviluppato seguendo l'andamento delle stagioni per rendere la città attrattiva anche in quei periodi. La ricchezza prodotta da tale sistema sarà occasione per investire sul territorio e la sua riqualificazione”.
La candidatura della città di Como a Capitale Italiana della Cultura è sostenuta e condivisa dai Comuni di Cernobbio e Brunate, dall'Amministrazione Provinciale di Como e dalla Camera di Commercio di Como. Tra i numerosi operatori culturali che hanno manifestato il sostegno al progetto, figurano la Fondazione Alessandro Volta, che svolgerà un ruolo di raccordo tra istituzioni e operatori, il Teatro Sociale di Como e l'Accademia Aldo Galli di Como, quali soggetti partecipi alla programmazione e realizzazione di eventi significativi sul territorio.
Il progetto e la candidatura a Capitale della Cultura Italiana sono state presentate alla stampa mercoledì mattina a Palazzo Cernezzi dal sindaco di Como Mario Lucini con i colleghi Paolo Furgoni (Cernobbio) e Davide Bodini (Brunate). Insieme a loro, l’assessore alla Cultura del Comune di Como Luigi Cavadini, il presidente della Camera di Commercio Ambrogio Taborelli e il presidente della Fondazione Volta Mauro Frangi. “Abbiamo deciso di partecipare al bando indetto dal Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali, ndr) perché ora ci sono le condizioni per competere sia grazie a ricchezze naturali e storiche della città ma anche grazie al fermento culturale e alla vivacità dei vari enti, istituzioni, associazioni e realtà - ha spiegato Lucini - Sviluppare sinergie sta dando i suoi frutti, si vedano ad esempio le attività progettate per Expo. Del resto, è solo unendo le forze che si possono ottenere risultati importanti”.
“Ringrazio Como per essersi lanciata in questa avventura – spiega il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni - Credo nel turismo e nella promozione culturale e questa è un’esperienza importante di coordinamento della cultura. Siamo un territorio unico che insieme deve camminare”. Mi ha fatto particolarmente piacere aderire a questo bando - sottolinea Ambrogio Taborelli, numero uno della Camera di Commercio - perché è un’occasione che permette di mettere l’uomo al centro di tutto”.
I tempi sono molto stretti: entro il 30 aprile verrà decisa la short list delle dieci città finaliste, entro il 30 giugno si dovrà presentare il progetto finale. Il dossier preparato si è basato su due elementi: le esperienze di rete fatte in città e con altri Comuni.
E chissà se superato il primo screening a dare una mano a Como, Brunate e Cernobbio per strappare l’ambito riconoscimento non possa essere proprio Cantù che, è bene ricordarlo, non confina con il capoluogo per poche centinaia di metri. Se Como gioca la carta del razionalismo, Cantù può venirle in supporto con le sue collezioni esclusive di design e un nome che è riconosciuto in tutto il mondo. In fondo la cultura non vive di solo lago.






