INVESTIMENTI ESG – La crescita e le sfide di un mercato in evoluzione

giovedì, 6 febbraio 2025

Gli investimenti ESG, acronimo che sta per Environmental Social and Governance, sono fondi e strategie finanziarie che tengono conto di criteri ambientali, sociali e di governance per valutare le aziende e i progetti su cui puntare. Questo approccio, sempre più popolare tra gli investitori attenti alla sostenibilità, mira a coniugare ritorni economici con un impatto positivo sul mondo.

Nel terzo trimestre del 2024, i fondi ESG a livello globale hanno registrato afflussi per 10,4 miliardi di dollari (circa 9,8 miliardi di euro), in netto aumento rispetto ai 6,3 miliardi del trimestre precedente e ai 4,8 miliardi del primo trimestre. Nonostante questa crescita, il ritmo degli investimenti ESG rimane più lento rispetto all'industria complessiva dei fondi, che nello stesso periodo ha raccolto ben 373 miliardi di dollari.

L'Europa, che detiene l’84% del patrimonio globale dei fondi ESG, ha raccolto nel terzo trimestre circa 10,3 miliardi di dollari, un dato inferiore agli 11,1 miliardi del secondo trimestre. I fondi obbligazionari sostenibili hanno tuttavia superato quelli convenzionali, dimostrando come il reddito fisso rappresenti una delle aree più dinamiche per gli investimenti ESG.

I fondi europei, classificati come articolo 8 (light green funds), secondo il Regolamento SFDR hanno guidato gli afflussi, raccogliendo 38 miliardi di euro, mentre i fondi articolo 9 (con obiettivi di investimento sostenibile) continuano a subire riscatti. A livello europeo, i fondi articolo 8 e 9 mantengono una quota di mercato del 61%, con un patrimonio combinato di 6.000 miliardi di euro.

Nel 2024 l'Europa ha visto un calo nei lanci di nuovi fondi ESG: solo 43 nel terzo trimestre, contro i 70 del trimestre precedente. Questo trend riflette l'incertezza del contesto macroeconomico, caratterizzato da inflazione e tassi d'interesse elevati.

Un altro fenomeno rilevante è il rebranding dei fondi ESG. Molti gestori stanno rimuovendo termini come "sostenibile" o "ESG" dai nomi dei fondi, spesso per conformarsi alle rigide linee guida dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), che mirano a prevenire il greenwashing. Entro maggio 2025 i fondi che utilizzano termini ESG dovranno rispettare standard più stringenti, un cambiamento che sta già influenzando il panorama.

Ad esempio, nomi come "ESG screened" diventeranno semplicemente "screened", rendendo più difficile per gli investitori identificare fondi ESG. Tuttavia crescerà l'uso di termini che enfatizzano la transizione, riflettendo l'interesse degli investitori per portafogli più allineati al cambiamento globale. Esempi includono Robeco Transition Emerging Credits, Pictet-Clean Energy Transition e Trium ESG Emissions Improvers, che hanno abbandonato termini esplicitamente ESG nei loro nomi originari.

Nonostante le difficoltà, gli investimenti ESG rappresentano un pilastro per un futuro più sostenibile. Tuttavia il mercato è in fase di maturazione: gli investitori cercano maggiore chiarezza e trasparenza, mentre i gestori devono bilanciare obiettivi di sostenibilità e rendimento. Con i cambiamenti normativi in corso, il settore continuerà a evolversi, rendendo cruciale l’attenzione al dettaglio per chi desidera investire in modo consapevole.

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)