MOSCATELLI – “E se lo jihadista frequentasse la moschea di Figino?”

venerdì, 27 marzo 2015

FIGINO SERENZA - "Chi mi può assicurare che questo ragazzo, stiamo parlando di un ventenne, non venisse a pregare nella vicina moschea di Figino?". Il responsabile provincialeroberto moscatelli lega Dipartimento immigrazione e sicurezza di Lega Nord Roberto Moscatelli lancia un forte monito alle istituzioni nazionali e comunali che hanno troppo spesso sottovalutato il problema.

"La moschea di Figino è uno dei pochi centri di preghiera dedicati nel comasco ai credenti di fede islamica e proprio per questo motivo richiama ogni venerdì circa un centinaio di fedeli, chi mi può dire che tra questi non ci fosse un terrorista? Chi mi può assicurare che non avesse malsane intenzioni? Chi mi può dire il contrario? A cinque chilometri da casa nostra crescono giovani terroristi questo è un fatto che dovrebbe indurre a un'attenta riflessione le istituzioni nazionali e comunali".

Si rivolge al sindaco di Figino, Angelo Orsenigo, il consigliere di minoranza Moscatelli che chiede con maggiore forza la chiusura della moschea, "un luogo poco controllato che voleva essere in qualche modo disciplinato con la legge regionale targata Lega Nord".

"Ringrazio le forze dell'ordine che svolgono un lavoro eccezionale, garantendo ogni giorno la sicurezza sul nostro territorio anche se credo che questi uomini debbano essere utilizzati per contrastare la mafia, la criminalità organizzata non il reclutamento da parte dell'Isis di terroristi, questo problema in Italia non dovrebbe esistere - aggiunge Moscatelli - ogni venerdì quando vedo la moschea di Figino presidiata dalle Forze dell'ordine capisco che stiamo sprecando le nostre risorse, questi uomini dovrebbero essere impiegati per altro non per presidiare un luogo di culto. Forse la moschea non è un luogo così sicuro, forse gli ultimi fatti danno ragione alle proteste del nostro partito quando chiedeva che il centro sportivo non ospitasse un tale luogo".

"Sono molto preoccupato dagli ultimi avvenimenti, questo italo-tunisno fermato con l'accusa di aver aderito ad aderire al Califfato di Abu Bakr Al Baghdadi mi lascia pensare che come lui ci siano altri giovani ragazzi che frequentano le nostre scuole, le nostre università pronti a sostenere la causa siriana".

 

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