PROVINCIA - Due fatti di cronaca nera hanno impegnato la scorsa notte la Polizia di Stati di Como che è intervenuta per due atti di violenza, verificatisi in Provincia.
MOLESTIE VIA CHAT - Lo molesta via chat: denunciato. Erano le 19.20 di ieri quando alla Centrale operativa della Polizia di Stato di Como è arrivata la chiamata di una persona che chiedeva aiuto perché, fuori dalla sua abitazione, c’era un uomo che bussava insistentemente alla porta chiedendo – e non con le buone - di entrare.
Tutto sarebbe da ricondurre ad una chat di incontri: i due si sono conosciuti online ma solo con i rispettivi nickname. E M.S. – l’uomo che ha chiamato la volante ieri sera – aveva denunciato con il solo nickname R.A. (classe 1963) che, a quanto è stato raccontato agli inquirenti, lo perseguitava da tempo. M.S aveva già denunciato R.A. Gli atti sono del 21 e del 27 novembre e a queste denunce se ne aggiunge un’altra: quella di ieri sera per percosse e minacce. Questa volta con le intere generalità.
Altro evento che ha tenuto impegnate le forze dell’ordine ieri sera: un ubriaco che ha tentato di picchiare la compagna e il figlio. Anche lui è stato denunciato. Era quasi mezzanotte quando mamma e figlio sono stati svegliati da S.A, classe 1978, che armato di coltello ha cercato di colpirli, minacciandoli di morte. La donna, dopo diversi tentativi, è riuscita a convincere l’uomo a deporre le armi. Il figlio lo ha quindi atterrato e lo ha immobilizzato a terra, cogliendo l’attimo, fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Tutto era cominciato però qualche ora prima quando S.A, arrivato a casa in serata, ha iniziato ad inveire contro i vicini di casa per futili motivi. L’uomo – indicato come un assiduo bevitore – ha palcato la sua furia. Moglie e figlio sono andati nelle proprie stanze per passare la notte. Poi, il brusco e pauroso risveglio.
S.A. è stato portato all’Ospedale Sant’Anna di Como e poi in Questura per gli atti di rito. Risultato: una denuncia per percosse, ingiuria e atti persecutori e danneggiamento. E’ stato inoltre emesso un provvedimento di allontanamento d’urgenza dalla casa famigliare poiché sussistono fondati motivi che l’uomo possa concretizzare le minacce di morte espresse in quest’occasione.






