CANTÙ - "Eravamo stati tacciati di allarmismo, accusati di voler fare politica basandoci sulle paure dei cittadini invece i fatti di oggi hanno dato ragione a Lega Nord che è ben lontana da voler diffondere falsi allarmi, ma senza prevenzione rischiamo di coltivare terroristi in casa nostra". Il deputata leghista Nicola Molteni commenta con queste parole gli ultimi avvenimenti che hanno portato al fermo di un giovane italo-tunisino residente nel comasco arruolato tra le file dell'Isis.
"Qualche mese fa avevamo denunciato il rischio che anche il nostro territorio fosse terreno fertile per il reclutamento dei foreign fighter, ovvero i combattenti stranieri pronti a sostenere la causa siriana - prosegue Molteni - e i fatti ci danno purtroppo ragione, ponendo all'attenzione di tutti, anche di quelle istituzioni che hanno sempre minimizzato il problema, un giovane ragazzo residente nel comasco reclutato da una cellula terroristica composta da tre membri e progressivamente convinto ad aderire al Califfato di Abu Bakr Al Baghdadi". E' pronto a presentare una nuova interrogazione ad Alfano, il deputato leghista canturino che accusa le istituzioni di aver sottovalutato un problema, permettendo non solo ai terroristi di arrivare indisturbati nel nostro paese ma anche agli stessi di reclutare nuove leve.
"Aumentano i contributi dedicati agli immigrati e al contempo questo Governo taglia le risorse destinate ai nostri poliziotti, ai nostri uomini che ogni giorno sono chiamati a garantire la sicurezza - aggiunge Molteni -; il problema esiste anche a livello comunale, con sindaci che danno il via alla costruzione di moschee, che aprono i monasteri agli immigrati solcando l'onda del buonismo, magari lucrando sulle spalle di queste persone come alcune inchieste hanno dimostrato. Noi non volgiamo fare allarmismo ma vogliamo tutelare i nostri cittadini, vogliamo promuovere sicurezza e prevenzione sul nostro territorio e lo faremo bloccando la nascita di moschee, bloccando l'immigrazione clandestina. Accusati, a volte derisi alla fine le nostre intuizioni si rivelano sempre esatte e le nostre denunce fondate. Avevamo denunciato qualche mese il rischio di coltivare sul nostro territorio cellule terroristiche e ora la conferma dalle forze dell'ordine. La mia paura è che non sia l'unico foreign fighter, ma che come lui ce ne siano altri, reclutati tra l'indifferenza delle istituzioni che piuttosto che affrontare un problema senza cadere nei luoghi comuni del razzismo lo minimizza e gli permette di proliferare".






