RUBRICA SOSTENIBILITÀ. 2035 e auto elettriche: un futuro possibile?

lunedì, 13 marzo 2023

RUBRICA - La notizia è rimbalzata ovunque: dal 2035 in Europa sarà vietata la vendita di auto nuove con motore termico, benzina e diesel ma anche ibrido, GPL e metano bi-fuel. Uno scenario complesso da analizzare in tutte le sue sfaccettature con l’aiuto di Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.

Dottor Coppolella, dal 2035 sono previsti grandi cambiamenti per il settore automobilistico. Cosa comporterà questo scenario?

La data del 2035, seppure pubblicizzata e ratificata da molte sorgenti autorevoli e dai media, non sembra essere ancora certa, anzi, la definirei assai incerta e perfino improbabile. Due fondamentali Paesi dell’UE, quali la Germania e l’Italia, entrambi con un’industria automobilistica da proteggere, hanno fatto squadra, congelando la decisione. Ma è solo una questione di tempo, perché magari il 2035 diventerà il 2040, con buona pace di chi si oppone e quindi la domanda su cosa succederà è quanto mai valida. Succederà molto, una grandissima riconversione industriale, delle marche automobilistiche, dell’enorme indotto e delle catene di fornitura delle componenti, batterie in testa.  La batteria è vista come una sorta di serbatoio in cui immagazzinare l'energia necessaria a far muovere l'auto, ma influenza anche le prestazioni del motore, che dipendono dalla sua capacità di erogare l'energia. Quindi, si può dire che in realtà il vero motore dell'auto elettrica sia proprio la batteria. Ora, i 3 colossi che producono batterie al litio sono: Cina, Corea, Giappone. Questo vuol dire che in un certo senso il destino del mercato automobilistico si sposterà senza dubbio ad Oriente. Questa cosa preoccupa non poco, considerando anche i rapporti con la Cina, non proprio idilliaci. Quindi il tema nuovi componenti è in cima alla lista dei cambiamenti, certamente ci sarà una grande riconversione delle fabbriche. Personalmente non sono affatto preoccupato del fatto che l’Italia riuscirà brillantemente in questa complicata transizione, abbiamo estro e creatività, oltre che grandi imprenditori, fortemente supportati dai fondi del PNNR per la transizione ecologica. Certo però che il limite del 2035, considerata la lentezza delle trasformazioni nel nostro Paese, mette paura. In definitiva, ci sarà un mondo diverso, ma non è stato forse così con l’avvento del motore a scoppio o del telefono?               

 Le auto elettriche sono davvero meno nocive per l'ambiente?

Dipende quale aspetto di vuole considerare. Dal punto di vista delle emissioni nell’atmosfera non c’è nessun dubbio sul fatto che le macchine elettriche siano estremamente meno inquinanti di quelle a carburanti fossili. I carburanti fossili, bruciando, oltre che a gas serra, producono anche una serie di altri gas nocivi per la salute, che possono essere anche molto dannosi. Per cui discorso chiuso sotto questo aspetto. Però, se si vuole guardare la questione in maniera esaustiva bisogna parlare di come si produce l’elettricità. Ad oggi, la maggior parte viene prodotta bruciando carburanti fossili, gas e petrolio in primis. Sicuramente ci ricordiamo tutti qualche mese fa la preoccupazione delle forniture di gas e petrolio dalla Russia, con la raccomandazione di risparmiare sull’elettricità e gli enormi aumenti della bolletta elettrica a cause dell’aumento del gas. Ebbene l’elettricità in buona parte si produce dal gas. Tuttavia, l’elettricità può essere prodotta anche dai sistemi fotovoltaici (pannelli solari), da quelli eolici (pale eoliche), da quelli idrici (forza dell’acqua) e da quelli geotermici (calore della terra). La cosiddetta energia rinnovabile e pulita. Ecco, se l’energia fosse prodotta tutta in modo rinnovabile, potremmo dire che almeno sotto l’aspetto del carburante, le auto elettriche sono molto meno inquinanti. La domanda è se saremo mai in grado di fare a meno dei carburanti fossili per produrre elettricità. Nutro seri dubbi a riguardo. La crescita del fabbisogno elettrico è costante e la capacità di generare energia pulita ancora assolutamente insufficiente. C’è poi la questione smaltimento batterie. Un problema molto importante. L’immissione di milioni di batterie nell’ambiente è una questione molto seria, alla quale non ho visto risposte che mi abbiano convinto.   

Molti sono ancora gli ostacoli: tra questi i prezzi delle auto elettriche e la necessità di aumentare le stazioni di rifornimento per questo tipo di vettura. Sarà possibile rimediare entro quella data?

Io credo che, viste le premesse, la data del 2035 non sarà rispettata. Questo vuol dire che il tempo a disposizione per riconvertire il sistema di distribuzione carburanti sarà maggiore, ma comunque stretto. Sulla questione prezzi delle macchine, penso che con produzioni di massa i prezzi si renderanno accessibili alla gran parte della popolazione.  Meno scontata la sufficiente disponibilità di stazioni di rifornimento.  Per capire meglio preciso che la decisione dell’Europa vieta la produzione e la vendita di auto a carburanti fossili dal 2035, non sancisce la rottamazione dal 2035 di tutte le auto in circolazione. Questo vuol dire che per anni e anni conviveranno entrambe le tipologie, con una promiscuità di domanda che non incoraggerà la riconversione totale. Non ci aspettiamo quindi di comprare una macchina elettrica nel 2035 e di trovare stazioni di rifornimento dappertutto, anche se mi aspetto che seguiranno delle leggi che obbligheranno tutti i distributori ad avere almeno qualche punto di rifornimento per auto elettriche.  A questo aggiungo un altro punto molto importante, portato in sede europea proprio dall’Italia e dalla Germania: i carburanti rinnovabili, come i bio-carburanti, di derivazione vegetale, e quelli ad idrogeno, come alternativa all’elettricità. Se si sviluppassero, e io lo spero, francamente, mi piace l’idea di alimentare le macchine con vegetali che non nutrono l’essere umano, quali le alghe, per esempio, allora la promiscuità di rifornimento aumenterebbe ulteriormente. Possiamo immaginare come potrà apparire un distributore del futuro, simile ad un distributore automatico di bibite, dove si può scegliere fra coca cola, aranciata, limonata e chinotto. A parte gli scherzi, concluderei dicendo che il senso di incertezza non ci permette oggi di fare previsioni attendibili.   

S.D.D.  

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