CANTÙ - C’è chi venerdì sera nei bar della piazza ha brindato e chi, in segno di scaramanzia, ha preferito far finta di nulla. Di sicuro la notizia che la Pallacanestro Cantù ha depositato una formale manifestazione d’interesse sull’area del Centro Sportivo Comunale di via Giovanni XXIII e quindi, di fatto, si è candidata per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport ha fatto il giro dei social network e non ha lasciato indifferente nessuno.
“Siamo tranquilli e con i piedi per terra – spiegano dalla società – Sappiamo che sarà molto dura, ma abbiamo deciso di lo stesso di farci avanti. Adesso avvieremo un percorso con l’amministrazione comunale e se le nostre richieste verranno soddisfatte siamo pronti a fare la nostra parte”. A quanto sembra la pallacanestro ha chiesto di poter utilizzare il terreno dove oggi si trova il campo di allenamento in sabbia del Cantù SanPaolo, in prossimità della strada e vicino al ponte pedonale. Un’area non enorme, ma sufficiente per ospitare il futuro Palasport che non sarà mastodontico come il PalaTurra, infatti rimasto solo sulla carta, ma a misura di società e tifosi. Non oltre 5.500 posti, abbastanza per accogliere gli ospiti e il pubblico casalingo che, vista la vicinanza con il centro città, potrebbe provare l’ebbrezza di raggiungere il Palasport direttamente a piedi.
Addio al Grande Pianella quindi, ormai non serve più, ma Alessandro Corrado non sembra prendersela a male. “Sono contento che si sia trovata una soluzione – spiega – ho sempre detto che l’ipotesi Pianella sarebbe scattata se fosse definitivamente tramontata la possibilità di realizzare un Palasport in città. Siccome mi sembra che Comune e Pallacanestro stanno lavorando verso una soluzione a Cantù, noi ci mettiamo da parte volentieri. Qui il basket sarà sempre il benvenuto e finché questa struttura non sarà pronta siamo pronti a ospitarlo. Nei giorni prossimi mi incontrerò con la società. Poi si vedrà. Il Pianella insieme all’area su cui sorge sono vincolati ad una finalità sportiva, valuteremo il da farsi. Di certo non costruirò un altro palazzetto. Da nessuno a due nell’arco di un paio di chilometri mi sembra francamente troppo”.






