MARIANO COMENSE - Per fortuna il malore che ha colpito venerdì a mezzogiorno una donna di 36 anni, soccorsa in via dei Platani, non era una cosa seria altrimenti questo articolo avrebbe dovuto avere ben altro tenore e un fatto curioso si sarebbe trasformato nella cronaca di un evento drammatico. Tutta colpa dello spartitraffico costruito lungo la SS36 nel tratto in cui dal cimitero arriva in centro paese, un vero e proprio muro anche se alto una quindicina di centimetri pensato per tenere ben separate le due corsie di marcia ed evitare le inversioni o gli attraversamenti fuori dai punti consentiti.
“Una soluzione per rendere più scorrevole il traffico”, almeno così l’avevano pensata in Comune, probabilmente non tenendo conto a sufficienza delle situazioni d’emergenza. Così ieri quando l’ambulanza ha soccorso la donna che si era sentita male reimmettendosi di nuovo sulla provinciale in direzione Cantù, il micidiale traffico della pausa pranzo ha praticamente bloccato i soccorsi. Impossibile per il mezzo di emergenza farsi largo tra le auto in colonna che hanno provato sì ad accostare, ma senza risultato visto che strada è troppo stretta. Così il conducente e l’intera squadra del 118 sono stati obbligati a fare la coda come i normali automobilisti, anche per colpa del cordolo di pietra troppo alto per poter essere scavalcato senza conseguenze.
Una disavventura finita bene, con la donna che è arrivata all’ospedale con una manciata di minuti di ritardo, ma fortunatamente senza conseguenze. Rimane però l’interrogativo sull’utilità del lungo cordolo che dal cimitero arriva fino all’incrocio con via Matteotti: sicuro per i pedoni un po’ meno per i mezzi d’emergenza.






