FIGINO SERENZA - La Lega nord di Figino Serenza chiede più trasparenza sull'approvazione delle riforme. Il gruppo consiliare Centro Destra per Figino ha presentato, lo scorso 3 dicembre, una mozione per la richiesta di pagamento di una quota di affitto per
ogni associazione non figinese che volesse utilizzare sale e locali comunali. "Con i possibili introiti derivati dai suddetti canoni, la proposta del nostro gruppo che volevamo portare all’attenzione del sindaco e della giunta era quella di cercare di rendere gratuito lo “Spazio Compiti”, ovvero il doposcuola destinato ai bambini figinesi - si legge su un comunicato inviato da Roberto Moscatelli, capogruppo della lista e Andrea Tomaselli, segretario della Lega nord -. Il 18 dicembre si è svolto il consiglio comunale, all’interno del quale la suddetta mozione non è stata discussa, nonostante l’articolo 29 comma 6 del regolamento comunale preveda che: 'Le mozioni devono essere presentate per iscritto al presidente, sottoscritte dal consigliere proponente e sono iscritte all’ordine del giorno della prima adunanza del consiglio convocata dopo la loro presentazione'".
Da quel giorno, dicono dalla lista, "non si è più svolto nessun consiglio comunale né nessuna comunicazione è più giunta ai nostri rappresentanti. Ricordiamo inoltre che dal 25 maggio 2014 (giorno dell’insediamento dell’attuale amministrazione) il sindaco e la maggioranza hanno deciso di non istituire alcuna commissione consiliare; hanno solamente proposto una commissione speciale unica, che ad oggi però non ha ancora visto la luce".
Quindi Moscatelli e Tomaselli proseguono: "Ci viene il dubbio che il sindaco Orsenigo stia adottando anche nel nostro paese il “metodo Renzi” (pur avendo sostenuto Bersani alle primarie del Pd). A Roma votano le cosiddette “riforme” da soli e di notte: siamo preoccupati che anche a Figino prendano le decisioni a colpi di maggioranza e considerino un impiccio il consiglio comunale, così come Renzi considera una perdita di tempo il parlamento. Questo loro atteggiamento esclude di fatto la possibilità di mantenere informata sia la popolazione che i consiglieri di minoranza su quanto accade in paese. Speriamo di essere smentiti, perché sarebbe gravissimo per la nostra democrazia ormai presa quotidianamente a schiaffoni da tagliole e supercanguri, a Roma come a Figino. “Stiamo sereni”, come twittava il non eletto premier? Di sicuro staremo con gli occhi ben aperti".






