MARIANO COMENSE – Se n’è andata nel cuore della notte Klotilda Zalli, vinta ad appena vent’anni da una malattia che non le ha dato scampo, ma alla quale non si è mai arresa.
“Anche se può sembrare incredibile dirlo per noi Klotilda ce l'ha fatta. Non è guarita è vero, ma è riuscita nel miracolo di trasformare i suoi ultimi due anni e mezzo di malattia in un inno alla vita – la ricordano le amiche – ha insegnato a tutte noi che la vera tristezza è vivere senza intensità”.
L’incubo per lei era iniziato nel settembre del 2012, quando a poco più di diciassettenne aveva scoperto che quella macchiolina più scura sulla radiografia del cranio era un tumore al cervello. "Non possono operarlo" aveva spiegato lei stessa alle amiche, con la leggerezza di un'adolescente che rivendica nei modi il suo essere una ragazza normale.
"Era solare, splendeva di una luce propria, era un tigre - ricorda una di loro - ha lottato fino alla fine per fare stare bene lei e chi le stava intorno".
Allora frequentava il liceo scientifico Enrico Fermi di Cantù, Klotilda, che ogni giorno partiva da Mariano per arrivare puntuale in aula pronta ad affrontare le sue sfide quotidiane: interrogazioni, verifiche, i laboratori...
"Era un'esplosione di vitalità" ricordano le amiche che ancora la vedono entrare in classe e farsi largo tra i banchi.
Ma aveva anche il dono della leggerezza Klotilda. Lei che conosceva i ritmi della chemioterapia e la pesantezza di quelle cure che affaticavano così tanto il suo corpo, amava essere leggera e sorridere. Era piena di gioia, una parola che potrebbe mal accostarsi alla storia di un ragazza malata di tumore, eppure la sua vita era così. La gioia di avere una famiglia accanto, la sorella Claudia, il fratello Elio e la cugina Arti pronti ad aiutarla, la forza che le davano le amiche sempre presenti.
"Amava ascoltare i nostri racconti Klotilda e non solo ci dava consigli, era un'amica vera". Una piccola donna con tanto coraggio dentro di sé, tanto che a volte la malattia passava in secondo piano, sembrava lontana.
Quel male terribile però si riaffaccia nella sua vita il giorno prima della seconda prova di maturità. Era una maturanda quando a giugno dell’anno scorso le venne diagnosticato un nuovo tumore; ma lei, la tigre, trovò chissà dove, forse negli amici, nei genitori o ancora nei medici la forza di andare avanti, e riuscì a diplomarsi al liceo canturino rivendicando a pieno titolo il suo essere una ragazza normale. "Lei era qualcosa di più - proseguono gli amici - era una maestra di vita, sdrammatizzava la malattia e anzi in questi due anni e mezzo non ha mai nominato la parola "tumore" diceva ogni tanto che stava poco bene".
Passa alcuni mesi in casa Klotilda per poi tornare a uscire con le sue amiche, andare a cena, chiacchierare ore al telefono proprio come fanno tutte le ragazze di vent'anni. Sabato sera saluta la sua amica del cuore, prima di sentirsi poco bene. Si addormenta in casa, poi la situazione si aggrava. La corsa in ospedale a Giussano, la speranza di sentire di nuovo la sua voce e poi il tragico epilogo: il suo cuore di ragazza si è spento questa notte.
“Ci mancherà tantissimo – la ricordano in lacrime le amiche – in questi anni è stata lei, non i libri, a insegnarci il coraggio di vivere”.






