CANTÙ - Un tempo erano i biglietti dei concerti, oggi sono le mascherine a registrare il tutto esaurito in poche ore: arma di difesa contro il Covid-19, sono gli oggetti più ambiti e desiderati quindi, per diretta conseguenza, spesso introvabili.
Una guerra all'accaparramento che, soprattutto nelle prime settimane di gestione del virus, ha coinvolto tutti gli italiani. E mentre molti si chiedevano come procurarsi più pezzi possibili, qualcuno si domandava come avrebbe potuto dare il proprio contributo alla comunità e questo qualcuno è Giuseppe Marelli, titolare della Marelli Bi&Bi Emme di Vighizzolo.
"Ho visto tanti servizi in televisione - racconta - che spiegavano l'urgente necessità di mascherine. Molti medici erano sprovvisti e come loro tante persone comuni". Questa consapevolezza accende una lampadina in Giuseppe che decide di convertire la sua attività.
"La mia attività si occupava della vendita di realizzazioni in pizzo, camicie e biancheria - spiega - ho pensato che, con un po' di ingegno, avrei potuto momentaneamente trasformarla in un laboratorio in grado di realizzare mascherine. Così, in sinergia con altre attività del territorio, ci siamo attivati".
Tra le varie attività coinvolte anche Viflex di Lissone che ha fornito i filtri. "Senza il loro contributo - specifica Giuseppe - non avremmo potuto realizzare questo progetto. Sono filtri di alta qualità che possono essere smaltiti come rifiuti urbani, e non come rifiuti speciali, perché non contengono clorofluorocarburi".
Una sinergia, rigorosamente Made in Italy e dotata di registrazione CE e del Ministero della Salute Italiano come dispositivo medico che rispetta la normativa UE 2017/745, che ha consentito in poco tempo la realizzazione di mascherine destinate prevalentemente ad aziende e privati.
"Io mi occupo del confezionamento, ovvero il passaggio finale - spiega - gli altri producono singolarmente i vari pezzi: filtro, tessuto, elastico".
L'unione fa la forza, verrebbe da dire, ma senza speculazioni: le mascherine hanno costi bassi per poter essere accessibili a tutti. "Non volevamo né guadagnare né speculare su questa situazione - sottolinea - infatti con gli incassi abbiamo giusto coperto le spese. Volevamo dare il nostro contributo, dare a tutti la possibilità di potersi proteggere. Le direttive oggi ci dicono che dovranno essere vendute a 0,50 centesimi e così faremo, facciamo del nostro meglio per essere d'aiuto alla comunità".
Le mascherine prodotte sono lavabili e riutilizzabili per circa dieci volte e con il lembo interno coprono perfettamente anche il naso.
"Sin dai primi giorni - racconta - ho preso molto seriamente il Covid-19 adottando misure di sicurezza al lavoro. Pensavano fossi matto invece il tempo mi ha dato ragione. Attenzione però: vedo molte persone che indossano mascherine lasciando il naso scoperto e questo non va bene. Le regole sono semplici e vanno seguite, naso e bocca devono essere protetti altrimenti è inutile".
Esistono diversi tipi di mascherine, alcune specifiche per i medici in prima linea e altre da utilizzare nella vita di tutti i giorni, come quelle di Giuseppe. "Stiamo lavorando per migliorare il prodotto - spiega - e per ottenere altre certificazioni, oltre a quelle che già abbiamo, per produrre anche altri tipi di mascherine. Sempre accessibili alle tasche di tutti, questo è importante. In attesa di tempi migliori".
Già, tempi migliori. "Spero di poter ritornare alla mia attività al più presto - conclude - ma continueremo a produrre mascherine finché ce ne sarà bisogno. La mia è una piccola attività, ho fatto quello che ho potuto, avrei voluto farne molte di più. È il mio contributo alla comunità".
SDD






