CANTÙ - A guardare la loro carta d’identità al massimo potrebbero essere dei Gianburrasca e invece, soprattutto durante i fine settimana, preferiscono darsi arie da bulli e giocare ad Arancia Meccanica. Si tratta dei gruppi di ragazzi, giovani e giovanissimi quasi tutti under 18, che hanno trasformato in incubo le notti di chi vive tra Corso Unità d’Italia, piazza delle Stelle e le vie che scendono verso il parco di via Colombo. La linea di confine è il parco di Villa Calvi: da un lato la città dei grandi che si apre su piazza Garibaldi e poi prosegue fino a Pianella, dall’altro quella dei “piccoli” che però non vanno a dormire dopo Carosello, tutt’altro. Come i loro fratelli maggiori, che in alcuni casi potrebbero essere i loro genitori, amano tirar tardi fino alle ore piccole in un crescendo di alcool consumato in grande quantità e, ad ascoltare i racconti dei residenti esasperati dagli schiamazzi sotto le finestre delle loro case, anche qualcos’altro.
Qualcuno ha anche provato ad affacciarsi per dire loro di darsi una calmata o tornarsene a casa da mamma e papà, che però non vivono in centro ma negli altri quartieri o addirittura in altri Comuni: la risposta non si è fatta attendere: insulti, campanelli e citofoni distrutti e addirittura il lancio di lattine e bottiglie contro le facciate delle abitazioni. Dagli adulti hanno preso le peggiori abitudini e per farsi coraggio contano sul numero, organizzati in piccoli gruppi appena c’è la possibilità di fare a botte si chiamano con i loro telefonini, organizzando vere e proprie aggressioni o addirittura inseguimenti ai malcapitati che gli si parano avanti.
Non serve a niente fingere di non sentire gli insulti o sforzarsi di tirare diritto, i ragazzini sputano, spintonano e tirano calci e chi ha provato a reagire in alcuni casi è stato inseguito e selvaggiamente picchiato. La logica del branco o del Bronx con la differenza che il maledetto copione da qualche mese a questa parte si ripete ogni fine settimana, dal giovedì al sabato sera, in pieno centro città, a neppure un centinaio di metri dal municipio.
Così dalla chiesa di San Michele in poi la paura accompagna chi si trova a passeggiare al buio dopo le 11, una specie di coprifuoco non scritto ma conosciuto benissimo da chi vive in questa zona della città. Le ragazze che fanno rientro a casa si fanno scortare dai fidanzati, gli anziani evitano le uscite anche se si tratta di andare in farmacia, addirittura chi porta a passeggio il cane preferisce cambiare itinerario. Per i ragazzini terribili invece la notte è appena cominciata e proseguirà per almeno un paio d’ore tra risse e sbronze colossali finché, vinti dalla stanchezza più che dal richiamo di mamma e papà, non faranno ritorno in sella ai loro scooter verso casa.
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